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Accordo di Copenhagen: chi ci sta e chi non ci sta

Posted by Alessandra Mazzai at 02/03/2010 14:56 |

A seguito del summit di Copenhagen, il 31 Gennaio l’UNFCCC ha ricevuto da 55 Paesi i loro programmi e impegni di riduzione dei gas serra al 2020

Rispettando il termine del 31 Gennaio stabilito al termine del summit di Copenhagen, 55 Paesi hanno comunicato all’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) i loro impegni di riduzione delle emissioni al 2020. Tra i Paesi in via di sviluppo, India e Cina non hanno preso impegni specifici di abbattimento delle emissioni, ma hanno proposto, rispettivamente, obiettivi volontari di riduzione del 40-45% e del 20-25% rispetto ai livelli del 2005. I Paesi più industrializzati hanno confermato gli obiettivi preannunciati. In particolare, l’Unione Europea ha confermato il 20% di riduzione dei gas serra rispetto ai livelli del 1990 (obiettivo che crescerebbe al 30% se i principali emettitori condividessero, in un accordo internazionale, uno sforzo comparabile), e gli Stati Uniti il 17% di riduzione rispetto ai livelli del 2005. L’Australia ridurrà le emissioni del 25% rispetto ai livelli del 2000 ad una condizione: che si raggiunga un accordo globale, capace di mettere in atto riduzioni tali da stabilizzare le emissioni globali di CO2-eq a 450 ppm (parti per milione). Similmente, la Nuova Zelanda ha subordinato il suo obiettivo del 10-20% di riduzione delle emissioni, rispetto al 1990, al raggiungimento di un accordo globale. Tra gli altri Paesi in via di sviluppo, il Brasile si è impegnato ad una riduzione del 36.1-38.9% rispetto al Business as Usual, cioè rispetto alle proiezioni delle emissioni brasiliane al 2020 senza interventi di riduzione, mentre il Sud Africa e l’Indonesia si sono impegnate rispettivamente al 34% e 26% rispetto al Business as Usual.

Per approfondimenti e dettagli sugli obiettivi presentati dai Paesi:


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