L'angolo degli scettici/negazionisti climatici
Risposte scientifiche ai commenti di scettici e negazionisti climatici.
Risposte scientifiche ai commenti di scettici e negazionisti climatici.
« Prima di valutare i punti di maggiore discussione sul tema dei cambiamenti climatici è necessario fermarsi a ragionare su un tema comune, ricorrente molto spesso nelle tesi negazioniste. È il tema dell’incertezza, ossia dell’impossibilità per la comunità scientifica di assicurare l’affidabilità totale alle sue conclusioni.
La presenza di diversi gradi di incertezza e la mancanza di unanimità nella comunità scientifica sono argomenti molto utilizzati da chi sostiene la non convenienza o l’inutilità di azioni contro i cambiamenti climatici, generalmente da parte di chi non ha argomenti o capacità per entrare nel merito, per confrontarsi sui diversi nodi della teoria dei cambiamenti climatici.
L’accusa ricorrente rivolta agli scienziati del clima è quella di propagandare piccole o grandi porzioni di conoscenza per certezze granitiche, e di trascurare l’importanza delle conoscenze mancanti. Ne consegue che chi propone delle azioni, le migliori azioni ipotizzabili sulla base delle conoscenze acquisite, viene accusato di un atteggiamento ideologico, di fanatismo; perfino di essere parte di un complotto, di una setta religiosa, la religione del riscaldamento globale.
Non si può dare torto a chi sostiene che la scienza dei cambiamenti climatici non ha certezze da offrire. La teoria, le osservazioni, gli strumenti modellistici, sono affetti da incertezze, lacune, approssimazioni. Ma questo non vale solo nel campo dei cambiamenti climatici.
Nel frattempo
Il riguardo per il dubbio e la mancanza di certezze sono una caratteristica delle scienza moderna. La mancanza di unanimità non è un freno per il processo scientifico, che può anzi essere visto come una forma di sospetto organizzato, coltivato, ragionato. Nel frattempo, mentre le conoscenze crescono, si cerca di lavorare su quanto si ha di meglio in mano. Si cerca di governare le incertezze, di considerarle o farle considerare quando si prendono le decisioni.
…
Chi abbandona la “libertà dalle preoccupazioni” del vero scettico, a volte sostiene che nessuna azione contro i cambiamenti climatici può essere giudicata migliore di altre perché ci sono ancora troppe incertezze, segnalate dal fatto che “gli scienziati non sono tutti d’accordo”.
Se tutti gli esperti concordano, non è obbligatorio essere d’accordo con loro, ma come ha scritto Bertrand Russell (Russell, 1956), essere certi del contrario di quanto sostengono non è saggio. Molti negazionisti climatici sembrano più sicuri nelle loro convinzioni di coloro che criticano: sembrano certi che la comunità scientifica sia divisa, e che una parte, quella preponderante, stia prendendo un abbaglio.
Gli scienziati non sono e non saranno mai tutti d’accordo. Le “voci fuori dal coro” esisteranno sempre. E non devono spaventare: le più grandi comunità scientifiche di tutto il mondo stanno studiando da almeno quindici anni questo problema, sono state condotte migliaia di ricerche scientifiche riguardanti un po’ tutti i suoi aspetti; ebbene in queste condizioni è difficile, ossia poco probabile, che un singolo ricercatore, luminare o professore in pensione, possa smentire completamente tutte le conoscenze precedenti.
Gli scienziati che da anni lavorano in un settore si fanno un’idea di come vanno le cose in quell’ambito. Hanno idea dei punti più deboli del loro lavoro e di quelli più solidi. Hanno capacità di intuire quanto una nuova teoria, nuovi dati o i risultati di nuovi modelli possano cambiare il quadro preesistente. Questo intuito arriva dall’istinto sviluppato negli anni, da una profonda conoscenza teorica, dal maneggiare tanti risultati modellistici, da una lunga esperienza con le osservazioni. Nuovi risultati che cadono fuori dal quadro conosciuto spesso sono accettati a fatica; ma se sono solidi e sono adeguatamente supportati, alla fine saranno considerati e incorporati nel quadro esistente. »
Da
Stefano Caserini, “A qualcuno piace caldo”, Edizioni Ambiente, 2008.
APPROFONDIMENTI
- Sergio Castellari, "Alcune risposte a scettici e negazionisti dei cambiamenti climatici di origine antropica - Parte I" (2009).
- Sergio Castellari, "Alcune risposte a scettici e negazionisti dei cambiamenti climatici di origine antropica - Parte II" (2009).
- Marcello Vichi, "Risposta alle dichiarazioni del Prof. Zichichi: “Il G8 sul clima Vi svelo chi sta barando sui gas serra” (Il Giornale, 23 aprile 2009)" (2009).
- J. R. Fleming, "Cambiamenti climatici e riscaldamento globale
antropogenico: una selezione di articoli di base della scienza del clima
(1824-1995)", a cura di Marcello Vichi (2010).

