16/05/2018

Intervista di Aurora D’Aprile

Pendolarismo, letteratura e una inossidabile attrazione per la natura. Le (poche) abitudini e le (tante) passioni di Jaroslav Mysiak, direttore della divisione RAAS e docente al dottorato in Scienza e gestione dei cambiamenti climatici dell’Università Ca’ Foscari.

Cosa fai al CMCC?
Mi occupo dei temi legati al rischio, alla resilienza e alla vulnerabilità ai cambiamenti climatici, e delle politiche riguardanti adattamento, inquinamento e degrado ambientale.

Quale strada ti ha portato al CMCC?
Mi sono laureato in scienze forestali ed economia ambientale al Politecnico di Zvolen, in Slovacchia, e ho conseguito il dottorato di ricerca presso l’università di Göttingen in Germania. Dopo essermi trasferito in Italia, ho iniziato a lavorare presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, e successivamente al CMCC. Sono stato coinvolto nelle attività di CMCC praticamente dall’inizio.

È il lavoro che sognavi da bambino?
Sono fortunato perché ho sempre voluto occuparmi di temi ambientali e il mio lavoro è molto stimolante, ma non immaginavo una carriera accademica fin dall’inizio. Avevo circa 7-8 anni quando decisi di diventare guardia forestale. Non ricordo esattamente perché, ma non mi sono mai pentito della mia scelta. All’età di 18 anni avevo già la qualifica ma non mi bastava più.  Ho conseguito la laurea e poi il dottorato.

Ci racconti qual è stato il momento più bello nella tua esperienza da ricercatore al CMCC?
Il mio lavoro offre tantissimi stimoli, momenti di gioia e di frustrazione. Ma i momenti più belli per me sono quando i miei studenti e collaboratori raggiungono un traguardo importante, come per esempio completare il dottorato di ricerca.

Cosa c’è sulla tua postazione di lavoro?
Gli oggetti soliti, banali: schermo e tastiera, una montagna di carte. Nessun oggetto personale.

Qual è il rituale che non manca mai nella tua giornata lavorativa?
Non ci sono rituali. Ogni giorno è diverso.

Come vai al lavoro la mattina?
Arrivo [alla sede CMCC di Venezia, ndr] in treno da Padova, dopo aver accompagnato le mie figlie a scuola. Spero di riuscire a sfruttare la mia esperienza da pendolare in qualche modo, magari per un dottorato in psicologia dei pendolari (sorriso).

Che cosa fai nel tuo tempo libero?
La maggior parte del mio tempo “libero” lo occupano le mie figlie! Nel tempo che mi rimane, leggo libri, vado a teatro, vado a camminare in montagna. Sono le mie passioni da sempre.

Cinema o letteratura: dacci un titolo e spiegaci perché lo hai scelto
Tra gli ultimi libri che ho letto mi sono piaciuti molto Le nostre anime di notte di Kent Haruf, e Olive Kitteridge di Elisabeth Strout. Entrambi sono ambientati nella campagna statunitense e si assomigliano, raccontano le emozioni in modo straordinario. Tra i film che ho visto di recente mi è piaciuto molto Los Versos del Olvido di Alireza Khatami.