04/07/2018
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È una delle principali emergenze sanitarie del pianeta, rappresenta una minaccia per quasi la metà della popolazione mondiale, specialmente per i ceti più poveri delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo a clima tropicale e subtropicale. 
Sulla base delle stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il numero di morti causati ogni anni dalla malaria, una malattia causata da protozoi parassiti trasmessi all’uomo da zanzare del genere Anopheles, è molto aumentato nel corso degli ultimi dieci anni. Solo nel 2016, la malaria avrebbe causato in tutto il mondo 445000 morti e 216 milioni di nuovi casi, e il 70% dei morti ogni anno sono bambini sotto i cinque anni.

La malaria sembra essere inoltre una delle malattie trasmesse da insetti vettori più sensibile agli effetti dei cambiamenti climatici. Variazioni di temperature o precipitazioni, infatti, possono sensibilmente influenzarne andamento e diffusione.
Le variazioni di temperatura, per esempio, possono modificare i tempi d’incubazione dei parassiti della malaria, e di conseguenza anche i suoi tassi di trasmissione; le temperature minima e massima per la sopravvivenza del plasmodio della malaria (Plasmodium falciparum), sono rispettivamente di 18 °C e 40 °C: questo significa che, per temperature più elevate, ci vorrà meno tempo per lo sviluppo del parassita, con una aumento della probabilità di diffusione dell’infezione. Le piogge possono invece portare alla formazione di acque stagnanti, una condizione favorevole per lo sviluppo delle uova di zanzara.

In uno studio pubblicato di recente sulla rivista International Journal of Hygiene and Environmental Health realizzato dal ricercatore CMCC Shouro Dasgupta,(Divisione ECIP), è stata quindi presa in esame in maniera approfondita la relazione tra fattori climatici (temperature e ed eventi di forte precipitazione) e la mortalità della malaria, utilizzando un set di dati globale, per 105 Paesi, per il periodo di trent’anni 1980 – 2010. 
Il ricercatore CMCC ha determinato le condizioni climatiche ottimali per una maggior incidenza e mortalità della malaria, realizzando proiezioni dell’andamento futuro della malattia per effetto dei cambiamenti climatici.

I risultati dello studio hanno evidenziato come esista una relazione non-lineare tra temperatura e mortalità correlata alla malaria: inizialmente, infatti, quando la temperatura aumenta la mortalità si riduce, ma quando la temperatura supera una certa soglia, la mortalità dovuta alla malattia aumenta. La temperatura ottimale stimata a livello globale oltre la quale la mortalità totale dovuta alla malaria aumenta è di 20,8°C. La maggior parte dei Paesi dell’Africa sub-sahariana presentano temperature medie annuali comprese tra i 20 e i 28°C, quindi le condizioni ottimali per massimizzare la mortalità correlata alla malaria. Nel caso della mortalità infantile, il livello oltre il quale la mortalità aumenta si abbassa ulteriormente, attestandosi intorno ai 19°C, un dato preoccupante dal momento che la maggior parte dei casi di mortalità correlata alla malattia si verifica tra i bambini (il 70% del totale dei casi di mortalità). Nei continenti in cui la malaria è più diffusa, in Africa e in Asia, la temperatura soglia oltre la quale la mortalità correlata alla malattia aumenta, è rispettivamente di 28.4 °C e 26.3 °C.
I risultati dello studio indicano inoltre come entro la fine del secolo, in assenza di adeguate strategie di mitigazione, i cambiamenti climatici porteranno a quasi un 3% in più di aumento della mortalità della malaria (per tutte le classi di età considerate) in tutti i Paesi in cui è attualmente presente, con Sri Lanka e Filippine che mostreranno gli incrementi più elevati. 
La ricerca inoltre ha evidenziato come sia probabile che la mortalità infantile fra i bambini di 0-4 anni aumenti notevolmente per effetto dei cambiamenti climatici, arrivando a sfiorare in alcune aree del mondo aumenti della mortalità del 20% entro la fine del 21esimo secolo, un incremento significativamente elevato per l’optimum di temperatura più basso.

Come potranno essere utilizzati i risultati di questo studio? Per esempio moltiplicando e potenziando le azioni per ridurre la trasmissione ed eradicare la malattia in quelle regioni più a rischio, prossime alle temperature soglia. Le proiezioni potrebbero essere usate per sviluppare sistemi di allerta precoce in quelle aree dove è previsto un aumento della mortalità legata alla malaria per effetto dei cambiamenti climatici.

Per ulteriori informazioni, leggi la versione integrale dell’articolo:
Dasgupta S. Burden of climate change on malaria mortality, 2018, International Journal of Hygiene and Environmental Health, DOI: 10.1016/j.ijheh.2018.04.003