08/06/2017
CC Michio Morimoto @Flickr.com

Lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento del livello del mare, l’aumento della temperatura delle acque marine. La rivoluzione nello studio e nel monitoraggio dell’oceano profondo con l’avvento delle boe Argo.
Alla vigilia della Giornata mondiale degli oceani, Simona Masina, oceanografa alla Fondazione CMCC – Divisione ODA e all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), parla ai microfoni di Radio3 Scienza per fare il punto sullo stato di salute degli oceani e sulle sfide che ci attendono nei prossimi anni per gli effetti dei cambiamenti climatici.

Scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello dei mari e della temperatura delle acque: questi gli impatti già chiaramente osservabili dovuti ai cambiamenti climatici, con un trend positivo inequivocabile e in continua crescita, soprattutto negli ultimi decenni.
“Gli oceani”, spiega la Dott.ssa Masina, “si comportano da sempre come delle specie di spugne: assorbono la CO2, e soprattutto il calore, mitigando in parte gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Per questo motivo, però, negli ultimi 30-40 anni le temperature degli oceani sono aumentate, provocando di conseguenza anche un innalzamento del livello del mare”.

Sulla base dei dati riportati nell’ultimo rapporto IPCC, l’aumento della temperatura degli oceani sta provocando un innalzamento medio del livello del mare pari a 3 mm all’anno.
Questo innalzamento è dovuto in parte all’espansione termica degli oceani, cioè al loro riscaldamento, e in parte allo scioglimento dei ghiacci (delle calotte glaciali artiche e antartiche, ma anche dei piccoli ghiacciai alpini e dell’Himalaya), e l’aumento delle temperature degli oceani gioca un ruolo importante. “In Groenlandia e in Antartide”, spiega la Dott.ssa Masina, “le acque sempre più calde degli oceani vanno a sciogliere dal basso il ghiaccio continentale delle calotte glaciali, in particolare di quelle enormi lingue di ghiaccio che si protendono nell’oceano e dai cui si staccano gli iceberg; allo scioglimento superficiale dei ghiacci dovuto all’innalzamento della temperatura atmosferica, si va quindi adesso a sommare uno scioglimento dal basso delle calotte glaciali, e il fenomeno è in costante crescita.”

Ascolta l’intervista completa: il podcast di Radio 3 Scienza “Un mare di guai”

Il sito del World Oceans Day
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