29/01/2019
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Le piccole e medie imprese (PMI), nonché le micro-imprese, sono importanti motori per la crescita, l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e la promozione di politiche sociali inclusive, sia nelle economie emergenti ad alto reddito che in quelle in via di sviluppo a basso reddito.
I Paesi del G20 devono pertanto riconoscere l’importanza delle piccole e medie imprese e coinvolgerle, facendo particolare attenzione alle PMI che promuovono e utilizzano tecnologie low carbon, attori economici chiave per uno sviluppo sostenibile e la realizzazione di efficaci strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici. Escluderle, mettendo a punto strategie che non tengano in considerazione le sfide e gli ostacoli che queste aziende devono affrontare, riduce in maniera significativa la possibilità di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e gli impegni presi con l’Accordo di Parigi.

Sono questi i risultati di uno studio pubblicato di recente dalla rivista Economics (tra gli autori, la ricercatrice CMCC Elena Verdolini). Come si raggiungono tali obiettivi? Come evidenziato nell’articolo, quello che si dovrebbe fare è fornire alcune indicazioni per gli investitori privati, attraverso: 1) un sistema di reporting che possa aiutare a monitorare l’aumento delle tecnologie green all’interno delle PMI; 2) l’impiego di fondi pubblici per segnalare le PMI innovative e low carbon agli investitori e 3) l’inclusione delle PMI nella progettazione di piattaforme di finanza verde. Realizzando tali raccomandazioni, i Paesi del G20 si assicureranno che le PMI più innovative e sostenibili diventino opportunità di investimento interessanti, a basso rischio di investimento per il settore privato.

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