Efficienza energetica, vera soluzione anti-CO2

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Per Alessandro Lanza, che è tra gli autori del WGIII nel prossimo rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici (AR5) dell’IPCC, il tema della sostenibilità è un tema molto ampio e complesso, di cui l’ambiente rappresenta solo una delle numerose componenti. La sostenibilità è in primis un modo diverso di guardare alla realtà, “un paio di occhiali” che soprattutto le giovani generazioni dovrebbero indossare per vedere il mondo e le sue problematiche.

Analizzando dati e scenari, Alessandro Lanza – che fa parte della Divisione SERc del CMCC e insegna anche “Global Economic Challenges” alla LUISS Guido Carli – introduce i temi di una discussione complessa e dalle molte sfaccettature: “Economia e scienze politiche non sono scienze esatte, sono tante le angolazioni da cui possiamo considerare il problema delle emissioni, tutte egualmente vere. Se consideriamo il livello delle emissioni o il loro tasso di crescita, vediamo che la Cina ha superato gli Stati Uniti e che le sue emissioni crescono a un ritmo perfino doppio di quello americano. Ma se riflettiamo sul fatto che il cambiamento climatico sia un problema plurisecolare, e andiamo ad analizzare un grafico che mostri la somma delle emissioni dei diversi Paesi, possiamo constatare che per gli USA esistono serie storiche sulle emissioni già a partire dal 1871. Ecco allora che si fa strada il concetto di responsabilità storica, tanto amato dai Paesi in via di sviluppo”.

La responsabilità storica inchioda i paesi industrializzati: ci dice, senz’ombra di dubbio, che se partiamo dalle emissioni storiche, o ancora meglio dall’integrale delle emissioni, i paesi sviluppati sono responsabili del 70%-80% di tutte le emissioni.
Lanza conclude quindi il suo intervento prospettando alcune possibili soluzioni. “Il tasso di crescita delle emissioni”, commenta illustrando l’identità di Kaya, “dipende sostanzialmente da quattro diversi fattori: dal tasso di crescita della popolazione; dal tasso di crescita del reddito pro-capite; dal tasso di crescita o dal cambiamento dell’intensità energetica e dalla cosiddetta ‘carbonizzazione dell’offerta’, ovvero da quanta anidride carbonica c’è per ogni unità di energia consumata. 
Dal momento che non possiamo augurarci una riduzione delle prime due componenti, per trovare delle soluzioni sostenibili dobbiamo agire sulle altre due. Possiamo cioè avviare un processo di ‘decarbonizzazione’, ovvero puntare su energie rinnovabili o fonti energetiche meno inquinanti preferendo, per esempio, il gas al carbone, e aumentare l’efficienza energetica, ovvero ridurre l’energia per unità di prodotto”.
Investire in efficienza energetica sarà fondamentale per ridurre le emissioni, soprattutto nei Paesi industrializzati. I grafici, ancora una volta, parlano chiaro: dal 1990 a oggi siamo diventati sempre più bravi in questo, mentre nulla è cambiato, conclude Lanza, “per quanto riguarda la quantità di anidride carbonica per energia utilizzata, che a livello globale resta ancora alta e non accenna a diminuire”.

Guarda il video dell’intervento tenuto dal prof. Alessandro Lanza nel corso dell’evento “I cambiamenti climatici alla sfida della sostenibilità – Policy, scienza, mercati, energia, ecosistemi”, tenutosi presso la LUISS Guido Carli il 7 maggio 2013.
Il video integrale dell’incontro è disponibile sul sito di Luiss Tv.

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