Disparità di esposizione e di effetti: vulnerabilità sociale all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle temperature estreme in Europa

Disparità di esposizione e di effetti: vulnerabilità sociale all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle temperature estreme in Europa

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Fonte: comunicato stampa AEA

Il rapporto dell’AEA Unequal exposure and unequal impacts: social vulnerability to air pollution, noise and extreme temperatures in Europe (Disparità di esposizione e d’impatti: vulnerabilità sociale all’inquinamento dell’aria, al rumore e alle temperature estreme in Europa) richiama l’attenzione sugli stretti legami esistenti tra i problemi sociali e quelli ambientali in tutta l’Europa. La distribuzione di questi rischi ambientali e il loro impatto sulla salute umana rispecchiano fedelmente le differenze di reddito, disoccupazione e livelli di scolarizzazione in Europa.
Sebbene la politica e la legislazione dell’UE negli ultimi decenni abbiano condotto a miglioramenti significativi delle condizioni di vita, sia in termini economici che di qualità dell’ambiente, le disparità tra le varie aree persistono. L’analisi sottolinea la necessità di un migliore allineamento delle politiche sociali e ambientali e di interventi più incisivi a livello locale per affrontare con successo le questioni di giustizia ambientale.

“Nonostante il successo altamente significativo delle politiche europee nel corso degli anni per migliorare la qualità della vita e proteggere l’ambiente, sappiamo che in tutta l’UE si può fare di più per garantire che tutti gli europei, indipendentemente dall’età, dal reddito o dall’istruzione, siano adeguatamente protetti dai rischi ambientali con cui ci confrontiamo”, ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA.

La ricercatrice CMCC Margaretha Breil (Divisione ECIP) ha coordinato il contributo al rapporto di ETC/CCA sul tema della vulnerabilità sociale ai cambiamenti climatici, realizzando in particolare una literary review per un’analisi degli impatti di temperature estreme e ondate di calore sui cittadini dell’Unione europea.

“Il rapporto”, spiega Margaretha Breil, “mirava a valutare le disuguaglianze nell’esposizione e negli impatti a diversi rischi ambientali (inquinamento dell’aria, rumore, temperature estreme) in Europa”.
I risultati dello studio hanno evidenziato come l’esposizione ai rischi ambientali presi in esame non influiscano su tutti allo stesso modo. Al contrario, la disparità nella distribuzione degli effetti negativi di inquinamento dell’aria, rumore, temperature estreme sulla salute dei cittadini europei rispecchia chiaramente le differenze socio-economiche presenti all’interno della nostra società.
“Status socio-economico (definito attraverso alcuni parametri disponibili e confrontabili per tutti i Paesi europei presi in esame nel rapporto, come reddito, livelli di disoccupazione/stato lavorativo e scolarizzazione) e caratteristiche individuali, come età e condizioni di salute, “continua la ricercatrice CMCC, “determinano quanto le persone siano vulnerabili ai rischi ambientali. Anziani, bambini, persone con un basso status sociale o con problemi di salute, sono tipicamente più sensibili ai rischi ambientali rispetto al resto della popolazione. In molte città inoltre, le comunità più povere, solitamente presenti nelle aree urbane più degradate, cementificate e densamente popolate, sono anche quelle più spesso esposte a temperature elevate, per effetto del fenomeno delle isole di calore urbano (urban heat island effect)”.

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Map 2.3 (clicca per ingrandire)

Il rapporto AEA ha cercato di rispondere alla domanda: dove si ritrovano eventuali sovrapposizioni tra peggiori condizioni socio-economiche e ambientali?
“Le aree dell’Europa meridionale e il Mediterraneo, riconosciuto come un hot spot di cambiamento climatico, appaiono maggiormente esposte alle temperature estreme e all’inquinamento da ozono. Bassi redditi possono influenzare la capacità delle persone di mantenere la propria casa adeguatamente fresca o riscaldata, mentre l’invecchiamento della popolazione la rende sempre più sensibile alle alte temperature. Per questo motivo, in molte regioni un’alta vulnerabilità sociale delle popolazioni si va a sovrapporre agli alti livelli di rischio ambientale, con conseguenti effetti negativi sulla salute.”, ha concluso la Dr. Breil.

Per ulteriori nformazioni sui principali risultati del rapporto e sulle iniziative e le soluzioni proposte, clicca qui.

Il rapporto è sostenuto da numerose pubblicazioni in grado di fornire ulteriori informazioni sul tema; tra queste, il rapporto di ETC/CCA “Social vulnerability to climate change in European cities – state of play in policy and practice, che approfondisce il tema della vulnerabilità sociale ai cambiamenti climatici per fare il punto su quello che si sta facendo in Europa per affrontare la problematica.

Per maggiori informazioni, leggi e scarica il rapporto completo “EEA Report No 22/2018 – Unequal exposure and unequal impacts: social vulnerability to air pollution, noise and extreme temperatures in Europe”.

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