Acqua e agricoltura, sfida comune nel Mediterraneo: al CMCC confronto con una delegazione di paesi del Nord Africa

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Dalla scarsità d’acqua all’agricoltura sotto pressione: le due sponde del Mediterraneo condividono le stesse sfide climatiche, sempre più urgenti. Per affrontarle insieme, una delegazione di stakeholder pubblici e privati del settore agricolo provenienti da Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia ha visitato ieri la sede di Lecce del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), partecipando a un seminario dedicato alle tecnologie digitali per la resilienza dei sistemi agricoli.

L’incontro, organizzato nell’ambito di un percorso formativo più ampio promosso da CIHEAM Bari, ha messo al centro del dibattito un tema cruciale: come gestire in modo più efficiente una risorsa sempre più limitata come l’acqua, soprattutto in agricoltura.

Si tratta di un tema molto rilevante sulla scena internazionale se sui cui il CMCC è impegnato in numerose attività di ricerca a supporto dei processi decisionali sulle sponde del Mediterraneo. In Tunisia, ad esempio, l’applicazione di strumenti digitali per la gestione dell’irrigazione ha mostrato risparmi idrici fino al 60% negli agrumi e fino al 70–80% nella coltivazione della patata, grazie a sistemi capaci di monitorare l’umidità del suolo e di ottimizzare i fabbisogni irrigui.

Esperienze simili sono state sviluppate anche in altri contesti mediterranei ad alto stress idrico, come Libano, Giordania e Italia (Sardegna), dimostrando come l’integrazione tra dati climatici, modellistica e pratiche agricole sostenibili possa supportare decisioni più efficaci sia a livello aziendale che territoriale.

Durante il seminario, i ricercatori del CMCC hanno illustrato come l’uso di tecnologie digitali e sistemi di supporto alle decisioni consenta non solo di migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua, ma anche di pianificare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici in condizioni di crescente incertezza.

Il confronto tra i partecipanti ha evidenziato una forte convergenza di priorità, in particolare sulla necessità di rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli e garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche.

L’incontro si è svolto in un clima di grande interesse e partecipazione, favorendo uno scambio diretto tra scienza e stakeholder e aprendo già a possibili collaborazioni future tra il CMCC e i Paesi coinvolti.

Durante la visita al CMCC, la delegazione ha visitato anche lo High Performance Computing Center, infrastruttura di calcolo che è il cuore tecnologico delle attività del Centro, dove vengono elaborati dati e scenari climatici a supporto delle decisioni.

In un Mediterraneo sempre più esposto agli impatti del cambiamento climatico, il dialogo tra ricerca e territori si conferma uno strumento fondamentale per trasformare la conoscenza scientifica in soluzioni concrete.

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