Anna Pirani racconta lo studio a cui ha contribuito e che è in cima alla classifica annuale pubblicata da Carbon Brief. I dati su cui si fonda la pubblicazione mostrano di arrivare a una società a zero emissioni di gas climalteranti per stabilizzare le temperature, che continuano ad aumentare.
Il paper più citato dell’anno in news stories, testate giornalistiche, social e media online è l’aggiornamento annuale degli indicatori chiave del cambiamento climatico e dell’influenza delle attività umane.
A sottolinearlo è la rivista britannica Carbon Brief, che analizza puntualmente, a gennaio, da oltre 10 anni, i paper sul clima più utilizzati dai media internazionali nell’anno passato.
Per il 2025 il primato spetta a “Indicators of Global Climate Change 2024: annual update of key indicators of the state of the climate system and human influence” pubblicazione che segue molto da vicino la metodologia dell’IPCC e che è frutto della collaborazione internazionale tra numerosi autori e istituzioni ai vertici della ricerca climatica.
Tra questi, il CMCC ha contribuito con Lara Aleluia Reis e Marco Gambarini, entrambi scienziati del CMCC European Institute on Economics and the Environment, nella sessione dedicata a Non-methane short-lived climate forcers, e Anna Pirani, che guida il programma di ricerca del CMCC sugli effetti socio-economici dei cambiamenti climatici. Pitani ha contribuito, tra l’altro, a sviluppare il concept dell’aggiornamento annuale nell’ambito di dibattiti scientifici con la più ampia comunità dell’IPCC.
“Dieci indicatori di cambiamento globale, dalle emissioni di gas serra alle temperature medie della superfice della terra, inclusa l’attribuzione ad attività umane, raccontano e quantificano il cambiamento climatico e le sue conseguenze, come l’aumento del riscaldamento degli oceani, il tasso di rialzamento del livello del mare e l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi in tutto il mondo,” spiega Pirani, che descrive il primato di questo paper nell’attenzione dei media come un segnale molto positivo. Per chi fa ricerca, infatti, è importante sapere che nel mondo del giornalismo e dell’informazione c’è interesse per una pubblicazione che è fondata sul rigore scientifico riportato nei lavori dell’IPCC. “Sin da quando questa ricerca è nata nel 2023 – continua Pirani – l’interesse dei media è cresciuto, testimoniando il crescente bisogno di informazioni affidabili, solide dal punto di vista scientifico e tempestive che siano a disposizione di cittadini e decisori per conoscere e comprendere quello che sta accadendo e mettere in piedi strategie e azioni fondate sulla conoscenza scientifica più avanzata.”
Per quanto riguarda i contenuti, il report racconta di un 2024 in cui l’aumento osservato della temperatura superficiale globale è di 1,52 °C, di cui 1,36 °C attribuibili all’attività umana in conseguenza di emissioni globali di gas serra che sono ancora ai massimi storici e stanno riducendo le probabilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Numeri che ben sottolineano l’urgenza di arrivare ad una società a zero emissioni di gas climalteranti.
“Gli sforzi della comunità internazionale nel fornire pubblicazioni come questo report, con aggiornamenti puntuali sulla conoscenza scientifica, sono il frutto del lavoro di istituzioni come il CMCC che producono conoscenza avanzata per informare la società sui risultati della modellistica d’avanguardia, sulle traiettorie di sviluppo socioeconomico compatibili con la riduzione delle emissioni e sugli impatti per le società e l’ambiente,” conclude Pirani. “Questo livello di interesse mostra il continuo bisogno di avanzamenti nelle metodologie e nella comprensione della ricerca scientifica su questi aspetti dei cambiamenti climatici e di supporto a un sistema di osservazione che fornisca dati globali aggiornati e completi. Mentre sono in corso i lavori per il prossimo rapporto di valutazione dell’IPCC, questa pubblicazione rappresenta uno sforzo della comunità scientifica per sintetizzare e rendere disponibili le informazioni più aggiornate per tutti. È importante riconoscere l’impegno di coloro che lavorano per rendere le stime aggiornate degli indicatori climatici disponibili in tempi utili per i negoziati dell’UNFCCC di giugno”.
Infographic for the best estimate of headline indicators assessed in this paper. Source: Indicators of Global Climate Change 2024: annual update of key indicators of the state of the climate system and human influence. Piers M. Forster et al.
Analysis: The climate papers most featured in the media in 2025 from Carbon Brief.
Cover image: a detail of Fig. 10 in Indicators of Global Climate Change 2024: annual update of key indicators of the state of the climate system and human influence. Piers M. Forster et al.


