Uno studio su larga scala condotto in 13 paesi dell’UE, a cui ha partecipato il CMCC, mostra che il destino politico delle proposte di politica climatica è determinato da un ampio gruppo di persone che si colloca tra sostenitori convinti e oppositori netti. Questo “conditional middle” non è sempre o a favore o contro le misure climatiche: il suo sostegno cambia a seconda di come ciascuna policy è progettata e spesso decide se una proposta raggiunge o meno una maggioranza di consenso.
Un team di ricercatori internazionali, tra cui del CMCC, ha contribuito a dimostrare che in Europa è spesso un ampio conditional middle (gruppo intermedio condizionato) di elettori a determinare se le politiche climatiche ottengono il sostegno della maggioranza, più che i sostenitori o gli oppositori più rumorosi. Lo studio, condotto nell’ambito del progetto Horizon Europe Capable, coordinato dal CMCC, e pubblicato su Nature Climate Change, è basato su interviste a circa 19.000 persone svolte nell’estate del 2024, analizzando 15 proposte specifiche di politica climatica, che vanno dal carbon pricing e dai sussidi fino ai divieti e gli standard europei (norme tecniche approvate dagli organismi europei riconosciuti)
Gli autori classificano i rispondenti in quattro profili in base al loro livello di supporto rispetto alle 15 politiche climatiche: sostenitori, oppositori, neutrali e il conditional middle. I sostenitori (36%) tendono a favorire la maggior parte delle misure; gli oppositori (21%) sono in larga parte contrari; i neutrali (10%) rimangono in una posizione intermedia; mentre il conditional middle (33%) è più flessibile e reattivo al policy design.
Per il conditional middle, il fattore più importante è il bilancio percepito tra costi e benefici, a livello personale e sociale, di ciascuna proposta. In tutta Europa, le persone di questo gruppo preferiscono misure che rendono più facile adottare scelte favorevoli al clima – come sostegno governativo, sussidi e investimenti pubblici condivisi – rispetto a strumenti con costi diretti e visibili per i consumatori, come tasse a carico dei consumatori o rigide restrizioni comportamentali.
Lo studio mostra che la scelta degli strumenti è una componente centrale della strategia politica, non soltanto un dettaglio tecnico. Tasse, divieti, sussidi, standard o esenzioni determinano chi sostiene i costi, chi beneficia delle misure, quanto controllo esercita lo Stato e quanto una misura sia flessibile – e il conditional middle reagisce fortemente a questi segnali.
Un esempio è la proposta di un divieto generale sulle nuove auto con motore a combustione: il 73% del conditional middle la respinge. Quando la proposta consente la sostituzione con carburanti sintetici, il rifiuto in questo gruppo scende al 39%, illustrando come specifiche scelte di policy design possano modificare il livello di sostegno.
“I nostri risultati mostrano che raggiungere la maggioranza a favore di un’azione climatica ambiziosa in Europa è possibile – ma solo se i decisori politici progettano strumenti che le persone percepiscono come equi e vantaggiosi. Il conditional middle non si oppone alle politiche climatiche: chiede un policy design più intelligente”, afferma Johannes Emmerling, Senior Scientist al CMCC e coordinatore del progetto CAPABLE.
Lo studio esamina anche come le persone vorrebbero che venissero utilizzate le entrate dei fondi climatici come l’EU Emissions Trading System. In tutti i gruppi – e soprattutto nel conditional middle – i rispondenti danno priorità a benefici visibili, come progetti di adattamento e compensazioni per le famiglie vulnerabili, rispetto a compensazioni per i lavoratori colpiti dalla decarbonizzazione.
Lezioni per i policymaker Europei
Lo studio offre anche elementi di speranza attraverso l’analisi del potenziale impatto di piccoli e plausibili cambiamenti all’interno del gruppo del conditional middle. Se la quota di persone di questo gruppo che si dichiarano incerte rispetto a una policy si spostasse verso il supporto, il numero di proposte con sostegno maggioritario potrebbe aumentare significativamente — da 4 su 15 a 10 su 15. Per Keith Smith, primo autore dello studio e senior researcher al ETH Zurich, questi risultati illustrano l’influenza del conditional middle sulla fattibilità delle proposte climatiche in Europa. “Se anche solo una piccola parte di questo gruppo può essere conquistata, possiamo trovare maggioranze a favore di una gamma di politiche climatiche concrete in Europa”, afferma Smith.
I risultati suggeriscono tre lezioni pratiche per i decisori politici. In primo luogo, l’opposizione pubblica più rumorosa non dovrebbe essere confusa con un’opinione negativa dominante: gli oppositori più intransigenti sono una minoranza, mentre un ampio gruppo politicamente attivo con preferenze ancora indecise sulle politiche climatiche spesso ne determina gli esiti.
In secondo luogo, i benefici delle proposte di politica climatica devono essere visibili e percepiti come equamente distribuiti. Le persone prestano grande attenzione a chi paga e chi ne trae beneficio, e un sostegno credibile e concreto ai gruppi più vulnerabili ai cambiamenti climatici è fondamentale per mantenere il consenso.
In terzo luogo, le decisioni sugli strumenti di policy dovrebbero essere prese insieme alle considerazioni sulla fattibilità delle diverse politiche. Per il conditional middle, la scelta degli strumenti e il bilancio percepito tra costi e benefici sono più determinanti dell’appartenenza partitica, degli atteggiamenti verso il clima o delle caratteristiche socio-demografiche, offrendo ai decisori politici un margine per adattare il policy design senza rinunciare all’ambizione.
“In generale, la nostra ricerca ha anche mostrato che strumenti di politica climatica come il trading delle emissioni o le tasse sulla CO₂ possono essere molto efficaci – ma per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni in Europa è altrettanto cruciale considerarne la fattibilità sociale e politica”, afferma Emmerling.
Ulteriori informazioni:
Smith K, Mlakar Z, Levis A, Sanford M, et al. Climate Policy Feasibility across Europe Relies on the Conditional Middle. Nature Climate Change. 11.03.2026. https://doi.org/10.1038/s41558-026-02562-8


