21/09/2018
Credits: Rita Lecci

Si è appena conclusa la campagna idro-oceanografica MREA18 nel mar Ligure, frutto della cooperazione fra Istituto Idrografico della Marina Militare (IIM), ente coordinatore delle attività, e gli istituti di ricerca nazionali e internazionali. Dal 19 al 21 settembre, la nave Aretusa della Marina Militare ha ospitato a bordo i ricercatori di alcuni fra i più importanti enti di ricerca, quali la Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), CMRE (Centre for Maritime Research and Experimentation), l’Università di Bologna, il CNR – ISMAR (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine), che hanno operato in stretta sinergia con gli esperti del personale di bordo.
La campagna aveva come obiettivo quello di acquisire e misurare i parametri chimico-fisici delle acque, per aggiornare il database relativo alla documentazione nautica nazionale e ottenere una migliore comprensione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Nel corso dell’intero periodo, la Nave Aretusa della Marina Militare ha impiegato le strumentazioni in dotazione tra cui le sonde multi-parametriche per la misurazione delle caratteristiche chimico fisiche della colonna d’acqua, quali temperatura, salinità e conducibilità, partendo dallo strato superficiale sino alla profondità di circa 100 metri. La campagna si è basata, in particolare, sul campionamento tramite strumentazione CTD e ADCP. La sonda CTD (Conductivity Temperature Depth) è una sonda utilizzata di frequente per il monitoraggio di vari parametri fisici, chimici e biologici nell’ambito degli studi oceanografici: con i suoi sensori permette di misurare temperatura, conducibilità (un parametro importante per risalire alla salinità delle acque), e ossigeno disciolto in acqua. ADCP (Acoustic Doppler Current Profiler) invece è uno strumento che permette di misurare intensità e direzione delle correnti marine.

“La raccolta di questi dati contribuirà ad analizzare l’idrodinamica delle acque marine sino a 100 m di profondità della zona del Mar Ligure oggetto del campionamento”, spiega l’oceanografa Rita Lecci, ricercatrice CMCC alla Divisione OPA di Lecce, a bordo della Nave Aretusa. “Scendendo nel dettaglio, l’obiettivo della campagna era quello di analizzare le dinamiche a livello di sub-meso scala, andando a campionare in modo fitto. Abbiamo fatto rilevazioni e campionamenti in 29 stazioni, sino a 100 m di profondità (lì dove il fondale lo permetteva)”.

Il CMCC ha partecipato alla campagna con i ricercatori della Divisione OPA – Ocean Predictions and Applications Rita Lecci e Salvatore Causio (a bordo dell’Aretusa), e Ivan Federico.

Guarda la photogallery “MREA2018″ sulla pagina Facebook del CMCC.