11/01/2019
Photo by Imat Bagja Gumilar on Unsplash

I tradizionali metodi di protezione e gestione delle foreste, essenzialmente basati sulle caratteristiche e sulle funzioni statiche di habitat ed ecosistemi, potrebbero rivelarsi del tutto inefficaci qualora fossero trascurati gli effetti dei cambiamenti ambientali. Come possiamo quindi delineare strategie e piani nuovi e adeguati per la protezione e la gestione delle foreste? Appare cruciale considerare, in particolare, la vulnerabilità dovuta agli effetti combinati di cambiamenti climatici, variazioni nell’uso dei suoli e pressione delle attività umane esercitati sulle foreste, sulla loro struttura, produttività, resilienza e capacità di fornire servizi.

Questo è soprattutto vero per le foreste mediterranee dell’Europa meridionale, particolarmente minacciate da cambiamenti climatici e cattive forme di gestione. Si prevede che le future concentrazioni di CO2 e le temperature in aumento stimoleranno la crescita delle piante e il sequestro del carbonio negli ecosistemi naturali e nelle piantagioni forestali a rotazione breve. Tuttavia, la maggior parte dei modelli climatici prevedono eventi di caldo estremo e siccità sempre più frequenti, prolungati e intensi, e nonostante il generale calo delle precipitazioni annue, sono previsti anche episodi di pioggia più intensi. Tutto ciò, riferito alle foreste, si traduce in una ridotta capacità di rigenerazione e crescita, con una riduzione della durata di vita delle foglie nelle specie sempreverdi, e un allungamento del periodo di accrescimento per le specie decidue. È stato inoltre registrato un aumento del rischio di incendi e stress idrici, mentre la maggiore vulnerabilità degli ecosistemi potrebbe aggravare i danni causati da insetti e altri organismi patogeni.

La resilienza, il buono stato di salute e la stabilità degli ecosistemi forestali sono di cruciale importanza per un gran numero di servizi ecosistemici forestali, intesi come contributi diretti e indiretti al benessere umano da parte degli ecosistemi, come per esempio legname e prodotti non legnosi, habitat per la fauna selvatica, sink di carbonio per regolare e mitigare i cicli biogeochimici e idrologici, patrimoni culturali e storici.
In questo contesto, il rapporto “Mediterranean forest ecosystem services and their vulnerability” (“I servizi ecosistemici forestali del Mediterraneo e la loro vulnerabilità”), scritto dai ricercatori CMCC Sergio Noce e Monia Santini della Divisione IAFES, aspira a fornire una panoramica sintetica dei principali servizi ecosistemici forniti dalle foreste dell’area mediterranea, e degli attuali impatti e vulnerabilità che sembrano minacciarle, per effetto di cambiamenti climatici, cambiamenti di uso del suolo, pressione esercitata dalle attività umane ed errati metodi di gestione. Una particolare attenzione è rivolta alla ricerca degli hot spots (le aree, cioè, maggiormente a rischio) e dei driver responsabili di questi rischi, sulla base delle evidenze scientifiche e dei dati attualmente disponibili. 
Il rapporto è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca MADAMES – Mitigation and ADaptation Analysis for Mediterranean Ecosystem Services, con l’obiettivo generale di ideare e realizzare un servizio, avvalendosi della crescente disponibilità di piattaforme con dati climatici e ambientali (ad esempio, le osservazioni, previsioni e proiezioni fornite dal Programma Copernicus), per supportare gli stakeholder del settore forestale nel prendere decisioni e trovare soluzioni per una corretta gestione delle foreste, tenendo conto dei feedback (sinergie e compromessi) tra adattamento e mitigazione.

Sulla base della presente valutazione, MADAMES personalizzerà il futuro servizio per rappresentare al meglio alcuni dei principali servizi ecosistemi forestali analizzati, avvalendosi anche delle informazioni raccolte per alcune potenziali aree test in Italia, con condizioni climatiche e caratteristiche territoriali tipiche della regione del Nord del Mediterraneo.

Leggi e scarica (pdf) il rapporto completo.

MADAMES è un progetto finanziato da EIT – European Institute of Innovation and Technologies, nell’ambito della comunità per l’innovazione CLIMATE-KIC.
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