Si è conclusa a Barcellona l’ultima serie di incontri rilevante per la definizione di un accordo mondiale sui cambiamenti climatici post-2012, da concordare nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC), (Copenaghen, 7-18 dicembre).
Questi incontri rientrano nell’ambito della cosiddetta “Roadmap di Bali” e comprendono:
- la 2a parte della 7a sessione del “Gruppo di lavoro ad hoc sull’azione cooperativa di lungo termine” (Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action – AWG-LCA) dell’UNFCCC,
- la 2a parte della 9a sessione del “Gruppo di lavoro ad hoc sugli ulteriori impegni per i Paesi inclusi nell’Allegato I che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto” (Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol – AWG-KP) del Protocollo di Kyoto.
I negoziatori dovevano capitalizzare il poco tempo rimanente loro a disposizione prima della conferenza di Copenaghen per sciogliere i nodi politici cruciali rimanenti.
Secondo il comunicato stampa conclusivo dell’UNFCCC , a Barcellona sono stati riportati “progressi sull’adattamento, la cooperazione tecnologica, la riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado delle foreste nei Paesi in via di sviluppo (PVS) e i meccanismi di versamento dei fondi per i PVS”. “Pochi, invece, i passi avanti compiuti sui due elementi fondamentali”, sui quali rimane ancora da fare chiarezza: “gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati e i finanziamenti per i PVS, in supporto alle loro attività di mitigazione e adattamento”. Secondo il Segretario Esecutivo dell’UNFCCC Yvo De Boer, “senza mettere a posto questi due pezzi del puzzle, non avremo un accordo a Copenaghen”, perciò è necessaria una “leadership del più alto livello, per sistemare tali pezzi”.
In particolare, De Boer ha chiesto ai negoziatori di consegnare a Copenaghen un testo finale che contenga “un’architettura solida” che permetta di iniziare a fornire immediatamente ai PVS le risorse di cui necessitano nel breve periodo per sviluppare sia strategie di sviluppo a basso tenore di carbonio sia strategie di adattamento, e le proprie capacità di risposta ai cambiamenti climatici. Nello stesso tempo, i Paesi industrializzati dovrebbero indicare anche il modo in cui intendono aumentare i finanziamenti nel lungo periodo, che siano prevedibili e sostenibili, e definire tali impegni.
“E da ora a Copenaghen”, ha concluso De Boer, “i governi devono fornire la chiarezza necessaria affinché i negoziatori possano completare il proprio lavoro”.
La Presidenza dell’UE ha apprezzato i progressi compiuti a Barcellona, anche nel tentativo di snellimento dei testi negoziali, ma ha rilevato che rimane ancora molto lavoro ancora da portare a termine per avere l’auspicato accordo ambizioso sul clima a Copenaghen.
– Fonti:
- Comunicato stampa conclusivo UNFCCC (6 novembre) “UNFCCC Executive Secretary: Governments can and must deliver strong Copenhagen deal”
- Presidenza dell’UE (6 novembre) “ European Union calls for ambitious global climate agreement in Copenhagen“
– Ulteriori informazioni: UNFCCC, “Barcelona Climate Change Talks 2009“.
– Principali risultati: si veda l’edizione speciale della Newsletter del FOCAL POINT IPCC per l’Italia: “Principali risultati degli incontri dei gruppi di lavoro ad hoc (AWG-LCA7 e AWG-KP9 – 2a parte) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e del Protocollo di Kyoto, 2 – 6 novembre 2009, Barcellona (Spagna)“.


