17 dicembre, UE: il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto “energia-cambiamenti climatici”, Strasburgo (Francia)

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Dal 15 al 18 dicembre il Parlamento Europeo si è riunito a Strasburgo in sessione plenaria. Gli Europarlamentari hanno preso in esame in prima lettura le sei proposte legislative sul pacchetto “energia-cambiamenti climatici” nel quadro della procedura di co-decisione, (che pone il Parlamento in una posizione di parità rispetto al Consiglio nell’attività legislativa), dopo la presentazione del Presidente Nicolas Sarkozy dei risultati del Consiglio Europeo di dicembre in merito, e hanno emesso il voto finale sul pacchetto. L’Aula ha così approvato il pacchetto “energia-cambiamenti climatici”, volto a ridurre del 20% le emissioni di gas serra rispetto al 1990, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% la quota delle energie rinnovabili nel consumo energetico finale, puntando ad una percentuale di utilizzo dei biocarburanti del 10% nel settore dei trasporti, entro il 2020.

Per poter concludere i lavori sul pacchetto entro il 2008, era necessario trovare un accordo tra i due co-legislatori sin dalla prima lettura. L’adozione in prima lettura da parte del Parlamento, dopo l’accordo al quale era giunto il Consiglio Europeo dell’11 e 12 dicembre, fa dell’UE “la prima grande economia mondiale ad adottare un programma operativo, preciso e vincolante che concretizza l’impegno di riduzione delle emissioni di gas serra”.

Revisione del Sistema comunitario di scambio delle quote delle emissioni di gas serra (European Union Emissions Trading Scheme – EU‐ETS)

La revisione dell’EU-ETS, che si applicherà dal 2013 al 2020, dovrà portare ad una riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto ai livelli riportati nel 2005. Attualmente, l’EU-ETS copre più di 10000 impianti nei settori energetico e industriale, responsabili collettivamente del 40% delle emissioni di gas serra dell’UE. Mentre nelle prime due fasi (2005-2012) dell’EU-ETS la maggior parte dei permessi di emissione è stata assegnata gratuitamente, dal 2013 i permessi saranno venduti all’asta, come principio, ma con varie eccezioni, come sostenuto dal Consiglio Europeo dell’11-12 dicembre.
(Ulteriori informazioni: EP EU-ETS)

Sforzi condivisi (Effort Sharing) al di fuori dell’EU‐ETS

Le emissioni di gas serra non coperte dall’EU-ETS, derivanti da settori quali: trasporto stradale e marittimo, edifici, servizi, agricoltura e impianti industriali più piccoli, responsabili attualmente del 60% delle emissioni totali di gas serra dell’UE, saranno soggette alla decisione sugli “sforzi condivisi”. Questa  stabilisce obiettivi nazionali legalmente vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra per i singoli Stati Membri dell’UE, in modo da conseguire una diminuzione complessiva di tali emissioni del 10% tra il 2013 e il 2020, e contribuire ad adempiere agli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra dell’UE nel 2020.
(Ulteriori informazioni: EP Effort Sharing)

Cattura e confinamento di anidride carbonica (Carbon Capture and Storage ‐ CCS)

Il Parlamento ha anche approvato la proposta di Direttiva, che stabilisce un quadro legale per la cattura e il confinamento di anidride carbonica, che gli impianti industriali e di produzione dell’energia elettrica potranno utilizzare per ridurre le proprie emissioni di CO2. I finanziamenti per i progetti di dimostrazione saranno forniti tramite 300 milioni di quote dell’EU-ETS per progetti di larga scala nell’UE.
(Ulteriori informazioni: EP CCS)

Fonti di energia rinnovabili

Una nuova Direttiva sulle fonti di energia rinnovabili imporrà obiettivi nazionali obbligatori per i singoli Stati Membri per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili nei settori dell’elettricità, riscaldamento e condizionamento, e dei trasporti, per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo dell’UE di portare la quota delle energie rinnovabili al 20% del consumo energetico totale. L’accordo prevede anche che almeno il 10% del consumo totale di carburante nell’UE per tutti i modi di trasporto, provenga dai biocombustibili o elettricità e idrogeno prodotti da fonti rinnovabili.
(Ulteriori informazioni: EP Renewables)

Emissioni di CO2 dei veicoli leggeri

Un regolamento volto a ridurre le emissioni di CO2 dei nuovi autoveicoli immatricolati nell’UE, stabilirà degli standard per tali autoveicoli, accogliendo l’obiettivo proposto dalla Commissione Europea di un livello medio di 120 g di CO2/Km per l’intera industria automobilistica nel 2012, rispetto ai livelli attuali di circa 160 g di CO2/Km. Il regolamento fissa il livello medio di emissioni di CO2 delle auto nuove a 130 g di CO2/Km, da raggiungere attraverso miglioramenti tecnologici ai motori dei veicoli e un’ulteriore riduzione di 10 g di CO2/Km, per raggiungere l’obiettivo di 120 g di CO2/Km, che deve essere ottenuto attraverso altri miglioramenti tecnici (per es. migliori pneumatici o uso di bio-combustibili). Il compromesso introduce inoltre, un obiettivo di lungo termine nel 2020, che fissa il livello medio delle emissioni per la nuova flotta automobilistica a 95 g di CO2/Km e obiettivi transitori per i produttori di automobili da essere rispettati dal: 65 % delle loro flotte nel gennaio 2012, 75% nel gennaio 2013, 80% nel gennaio 2014 e dal 100% a partire dal 2015. Sono anche previste multe per i produttori che non rispetteranno gli obiettivi fissati.
(Ulteriori informazioni: EP CO2 auto)

Qualità dei carburanti

La revisione della Direttiva sulla qualità dei carburanti impone ai fornitori di carburanti una riduzione fino al 10% nel 2020 delle emissioni di gas serra prodotte durante l’intero ciclo di vita dei combustibili, e derivanti dai processi di: estrazione o coltivazione (inclusi i cambiamenti di uso del suolo), trasporto e distribuzione, trattamento e combustione dei combustibili per i trasporti (come petrolio, diesel, gasolio e biocombustibili, benzine, elettricità e idrogeno). [2], [4]
(Ulteriori informazioni: EP fuels)

Prima della sessione plenaria del Parlamento (sabato 13 dicembre), la Presidenza francese del Consiglio e il Parlamento Europeo avevano raggiunto un accordo informale sugli ultimi dettagli del pacchetto rimasti in sospeso, dopo che anche gli Stati Membri dell’UE avevano raggiunto un accordo in Consiglio Europeo, (11-12 dicembre). Dopo tre successivi incontri si è potuto raggiungere un accordo informale sulle questioni rimaste aperte, relative a: EU‐ETS, Effort Sharing, CCS. In precedenza, erano già stati raggiunti accordi completi sulle proposte legislative relative alle “emissioni di CO2 dei veicoli leggeri”, alla “qualità dei carburanti” e sulla Direttiva sulle “fonti di energia rinnovabili”. [1]

La Commissione Europea ha accolto con soddisfazione il raggiungimento dell’accordo finale sul pacchetto “energia-cambiamenti climatici”, che risulta “pienamente in linea con la proposta della Commissione Europea del 23 gennaio 2008”, e che permetterà all’UE di effettuare la trasformazione dell’economia verso un futuro a basse emissioni di carbonio e, contemporaneamente, di aumentare la sicurezza energetica. [3], [6]

Il Ministro dell’Ambiente italiano, l’On. Stefania Prestigiacomo, ha commentato il risultato definendolo   “una grande prova di coesione dell’Europa” e rilevando l’importanza del messaggio che in questo modo l’UE ha inviato alla comunità internazionale di “una volontà chiara e di un impegno serio per la lotta ai cambiamenti climatici”. L’On. Prestigiacomo auspica che questo passo possa anche stimolare gli altri Paesi grandi emettitori a sottoscrivere il prossimo anno un accordo internazionale sui cambiamenti climatici in grado di “stimolare lavoro e crescita economica in tutti i Paesi, consolidando e rafforzando l’Occidente e supportando in maniera finalmente incisiva e nuova i Paesi emergenti e i Paesi poveri nel loro giusto processo di sviluppo”. [5]

Fonti e ulteriori informazioni:

 

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