Nel corso del vertice del G8 tenutosi a L’Aquila la scorsa settimana, il gruppo delle maggiori potenze economiche mondiali – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti – ha deciso di limitare l’aumento di temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, aumento identificato dall’IPCC come il massimo possibile per evitare catastrofici cambiamenti del clima. Nel dibattito scientifico che è seguito, i paesi del G8 hanno quindi deciso di dimezzare le emissioni mondiali di gas a effeto serra entro il 2050 (condizione necessaria per conseguire l’obiettivo dei 2 ° secondo l’IPCC) e hanno sostenuto l’ambizioso obiettivo a lungo termine di un taglio dell’80 percento o più per i paesi industrializzati. La maggior parte dei paesi industrializzati del mondo ha riconosciuto il limite di 2 °, con, per la prima volta, il sostegno degli Stati Uniti. Questo accordo storico non è tuttavia riuscito a convincere i gruppi ambientalisti in quanto non è stato esplicitato nell’accordo uno degli elementi più importanti, vale a dire un anno di riferimento sul quale calcolare gli obiettivi di emissione. In verità, la dichiarazione è piuttosto vaga al riguardo, affermando semplicemente che la riduzione dovrà essere “rispetto al 1990 o rispetto ad anni più recenti”.
Approfondimenti
- Una recente ricerca della FEEM e dell’OCSE dimostra che non si riuscirà a contenere l’aumento di temperatura globale entro i 2°C se non si raggiungerà un accordo che coinvolga tutto il pianeta.
- In questa presentazione, EPRI passa in rasssegna la fattibilità di diversi obbiettivi per la concentrazione di gas serra a livello globale.
- Per altri dettagli sulle importanti discussioni sul clima tenute al G8 dell’Aquila, si vedano gli ultimi numeri della Newsletter
settimanale del CMCC “Emission Trading Monitor” (en – pdf 162 Kb) e della newsletter del FOCAL POINT IPCC per l’Italia (it – pdf 481 Kb). - Per saperne di più sullo stato attuale dei negoziati nel quadro dell’UNFCCC, si veda la sintesi degli incontri di Bonn di Giugno 2009


