La transizione giusta non è solo una questione di lavoro e costi

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L’abbandono dei combustibili fossili può portare aria più pulita, nuovi posti di lavoro e importanti benefici per il clima. Tuttavia, un nuovo studio del CMCC rileva che, per garantire una transizione giusta, è necessario anche dare alle comunità interessate una reale possibilità di far sentire la propria voce e rispettarne le identità, la storia e gli stili di vita. “Le politiche climatiche e ambientali possono produrre benefici significativi, ma i relativi costi e vantaggi potrebbero non ricadere su tutti allo stesso modo”, afferma Ireri Hernandez Carballo, ricercatrice del CMCC e autrice principale dello studio.

La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio non avrà gli stessi effetti su tutte le persone e su tutti i territori. Sebbene i benefici complessivi possano superare i costi, alcuni lavoratori potrebbero perdere il posto, le famiglie potrebbero dover affrontare prezzi più elevati e le comunità dipendenti da industrie ad alta intensità di carbonio potrebbero subire conseguenze economiche e sociali a lungo termine.

Un nuovo studio, coordinato da ricercatori del CMCC, analizza il modo in cui l’economia ambientale può contribuire a rendere più equa questa trasformazione. Pubblicata sulla rivista Review of Environmental Economics and Policy, la ricerca valuta le evidenze disponibili attraverso quattro dimensioni della giustizia: il modo in cui vengono distribuiti costi e benefici; il modo in cui vengono riparati i danni; il modo in cui vengono prese le decisioni; e il rispetto delle identità e dei valori delle comunità.

“Gli economisti hanno studiato ampiamente la distribuzione dei costi e dei benefici, nonché alcune forme di compensazione. Abbiamo però bisogno di maggiori evidenze su come sostenere la transizione in senso più ampio, garantire una partecipazione equa e significativa e rispettare l’identità delle comunità”, afferma Hernandez Carballo, secondo la quale lo studio contribuisce a individuare le modalità con cui la ricerca può contribuire a colmare queste lacune e orientare un’azione climatica efficace.

La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio genera importanti benefici ambientali e climatici, anche per le persone più vulnerabili. La ricerca rileva inoltre che, nel complesso, la creazione di nuovi posti di lavoro legata alla transizione energetica può ampiamente compensare la perdita di posti di lavoro nei settori dei combustibili fossili. Tuttavia, i nuovi posti di lavoro potrebbero non essere creati negli stessi luoghi in cui scompaiono quelli precedenti, potrebbero non offrire condizioni economiche equivalenti e potrebbero richiedere competenze differenti. Per esempio, categorie quali i lavoratori più anziani, le donne e le persone in possesso di qualifiche professionali potrebbero dover sostenere costi particolarmente elevati qualora perdessero il lavoro nelle industrie ad alta intensità di carbonio.

Esistono diversi modi per contrastare queste diseguaglianze. Per esempio, la progettazione delle politiche può determinare anche il modo in cui i costi vengono ripartiti tra le famiglie. Restituire ai cittadini i proventi derivanti dalla tariffazione delle emissioni di carbonio può ridurre il peso economico sulle fasce a più basso reddito. Al contrario, alcune evidenze suggeriscono che gli standard di efficienza energetica possano gravare sulle famiglie più povere più delle imposte sul carbonio accompagnate dalla redistribuzione dei proventi, mentre gli incentivi per i pannelli solari o i veicoli elettrici possono avvantaggiare le persone in grado di sostenere l’investimento iniziale. Questi risultati evidenziano l’importanza di progettare le politiche in modo da garantire che la transizione sia equa.

“Le evidenze dimostrano che le politiche climatiche e ambientali possono produrre benefici significativi, ma i relativi costi e vantaggi potrebbero non ricadere su tutti allo stesso modo”, prosegue Hernandez Carballo.

Oltre la compensazione

Sebbene esista un’ampia letteratura sui costi finanziari delle politiche climatiche e sul modo in cui le compensazioni possano contribuire ad affrontarli, le ricerche sulla giustizia procedurale sono molto meno numerose. La giustizia procedurale riguarda la trasparenza e l’inclusività dei processi decisionali e la capacità dei gruppi interessati di esercitare un’influenza effettiva. Anche la giustizia del riconoscimento, che riguarda il rispetto della dignità, della cultura e degli stili di vita delle comunità, è stata studiata in misura minore.

“Affrontare soltanto la disuguaglianza economica difficilmente sarà sufficiente a risolvere queste criticità”, afferma Hernandez Carballo. La ricercatrice spiega inoltre che queste dimensioni possono incidere direttamente sulla percezione della legittimità delle politiche climatiche e sulla loro capacità di ottenere il sostegno dell’opinione pubblica, soprattutto quando le comunità si sentono escluse dalle decisioni o ritengono che la propria storia, le proprie conoscenze e la propria identità siano state ignorate.

“La transizione giusta è un tema articolato e complesso. Gli economisti contribuiscono alla sua comprensione e, attraverso le loro ricerche, possono farlo ancora di più”, afferma Elena Verdolini, ricercatrice del CMCC e coautrice dello studio. “Tuttavia, è necessario creare collegamenti con altre discipline per ottenere una comprensione completa di come la transizione giusta possa essere sostenuta concretamente in Europa e nel resto del mondo.”

Gli autori individuano diverse priorità per le ricerche future. Tra queste, la necessità di comprendere quali lavoratori, famiglie e territori siano maggiormente esposti; valutare quali programmi di formazione e investimenti locali risultino efficaci; esaminare gli ostacoli affrontati dalle imprese più piccole; e studiare in che modo il potere politico ed economico influenzi le decisioni in materia di clima. Gli autori auspicano inoltre una maggiore collaborazione con politologi, sociologi e altri ricercatori per analizzare il modo in cui i cambiamenti industriali incidono sull’identità delle comunità.


Per ulteriori informazioni:

Hernandez Carballo, I., Verdolini, E., Steckel, J. C., Tavoni, M. e Vona, F. (2026), “The Economics of a Just Transition”, Review of Environmental Economics and Policy, 20(2), pp. 260–282. https://doi.org/10.1086/742029

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