Le politiche che rafforzano la futura sostenibilità dell’Italia: il CMCC contribuisce all’ultimo Rapporto ASviS
In che modo un mix coerente di politiche, che spaziano dalla mitigazione climatica all’istruzione, dall’occupazione all’industria, può plasmare il futuro sostenibile dell’Italia? Un nuovo contributo del CMCC al Rapporto di Primavera ASviS 2026 affronta questa domanda attraverso un’analisi degli scenari futuri, mostrando come un’azione politica integrata possa migliorare i risultati di sostenibilità su più dimensioni.
Il CMCC ha contribuito al nuovo Rapporto di Primavera ASviS 2026 – Scenari per l’Italia al 2030 e al 2050: investimenti e politiche sostenibili in un mondo instabile, fornendo proiezioni quantitative sull’evoluzione della sostenibilità lungo diversi percorsi di policy alternativi.
ASviS – l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – riunisce istituzioni, associazioni e attori della società civile impegnati nella promozione dello sviluppo sostenibile in Italia. I suoi rapporti offrono una panoramica delle tendenze della sostenibilità e delle priorità politiche, combinando analisi statistiche e valutazioni prospettiche.
L’analisi del CMCC è condotta utilizzando il framework ASDI (Aggregated Sustainable Development Goals Index), che quantifica il benessere attuale e la sostenibilità futura sulla base di 29 indicatori relativi a 16 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. La metodologia combina dati storici, analisi empirica e un modello macroeconomico.
“Il rapporto ASviS fornisce una valutazione completa delle performance di sostenibilità dell’Italia e del suo allineamento con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Il nostro contributo integra questa analisi offrendo una prospettiva orientata al futuro sulle tendenze della sostenibilità fino al 2050”, spiega Lorenza Campagnolo, ricercatrice CMCC e tra le autrici del rapporto.
Nel 2020, l’Italia si collocava al penultimo posto nell’Unione Europea sulla base degli indicatori considerati. Il divario con il Paese migliore in classifica (la Germania) è spiegato principalmente da performance più deboli nella dimensione economica, a cui si aggiunge una differenza più contenuta ma comunque significativa nella dimensione sociale.
Entro il 2050, nello scenario di riferimento SSP2 — che ipotizza un percorso intermedio per i fattori socioeconomici — l’Italia dovrebbe registrare soltanto un modesto miglioramento complessivo della sostenibilità, trainato soprattutto dai progressi economici. I miglioramenti sociali resterebbero invece limitati, mentre le performance ambientali peggiorerebbero, portando il Paese all’ultimo posto tra regioni e macroregioni europee in termini di sostenibilità.
Le simulazioni di politiche di mitigazione climatica, istruzione, occupazione e industria considerate singolarmente mostrano che interventi mirati possono migliorare specifici indicatori di sostenibilità, ma possono anche comportare compromessi economici, soprattutto nel caso delle politiche di mitigazione quando non accompagnate da investimenti in efficienza e innovazione tecnologica.
“Un risultato chiave è che la combinazione di politiche in diverse dimensioni produce maggiori benefici in termini di sostenibilità, correggendo gli squilibri che emergono quando le politiche vengono attuate in modo isolato”, afferma Campagnolo. “Allo stesso tempo, questi interventi non sono sufficienti a colmare il divario residuo rispetto agli SDGs: se da un lato emergono alcuni co-benefici, dall’altro alcuni indicatori non direttamente affrontati dalle politiche (come l’uso intensivo delle risorse idriche) potrebbero addirittura peggiorare.”
Analizzare le implicazioni delle politiche attraverso la lente della sostenibilità consente di comprendere come le scelte politiche influenzino simultaneamente le dimensioni ambientale, economica e sociale.
“L’importanza di questo tipo di analisi sta nel mostrare quanto profondamente interconnesse siano le diverse dimensioni della sostenibilità”, spiega Campagnolo. “L’utilizzo di modelli e analisi prospettiche di scenario aiuta a mettere in luce compromessi e co-benefici che non sono immediatamente evidenti ai decisori politici.”
Il CMCC ha già contribuito alle precedenti edizioni dei rapporti ASviS, sostenendo il dibattito sulla sostenibilità in Italia attraverso analisi scientifiche e modellizzazione di scenari di lungo periodo basate sull’evidenza scientifica.

