Non sull’orlo di un precipizio: rimuovere la CO₂ dall’atmosfera e come raggiungere un mondo resiliente

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“Disponiamo delle tecnologie necessarie per ridurre drasticamente le emissioni e abbiamo gli strumenti e le misure politiche per portare queste tecnologie sul mercato, se scegliamo di utilizzarli”, afferma il presidente dell’IPCC Jim Skea. La Carbon Dioxide Removal (CDR) non è più una tecnologia ipotetica di soluzioni rimandata a un lontano futuro. È già integrata nelle soluzioni basate sulla gestione del territorio, negli scenari climatici, negli obiettivi di neutralità climatica e nelle politiche emergenti. Questo rende il modo in cui quantifichiamo, progettiamo e governiamo la CDR una questione decisiva.

La metafora dell’orlo del precipizio è particolarmente calzante per questo nuovo capitolo della storia dell’IPCC, con il fisico scozzese Jim Skea alla sua guida. “Sono geneticamente ottimista”, scherza quando gli viene chiesto se la crisi climatica sarà risolta. Ma questo ottimismo non significa che, da un giorno all’altro, avremo la soluzione miracolosa che risolverà tutti i nostri problemi. Perché, appunto, “1,5°C non significa che siamo sull’orlo di un precipizio dal quale cadremo: si tratta piuttosto dell’effetto di un incremento graduale”. In questo caso, l’ottimismo fa ciò che fanno gli scienziati: analizzare la realtà e descrivere le diverse soluzioni disponibili per raggiungere una società a zero emissioni nette. Tra queste, la CDR offre una gamma di alternative valide.

“È ormai quasi inevitabile che supereremo l’obiettivo globale di 1,5°C. Ma ciò non significa che sia impossibile limitare il riscaldamento a 1,5°C nel lungo periodo”, spiega Jim Skea, presidente dell’IPCC. “L’unico modo per ridurre le temperature è rimuovere CO₂ dall’atmosfera e dobbiamo esplorare più a fondo queste soluzioni e le modalità con cui attuarle”.

Oltre 150 esperti internazionali, tra cui gli scienziati CMCC Soheil Shayegh e Maria Vincenza Chiriacò, si sono riuniti questa settimana a Roma, mentre il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) avviava i lavori sul Rapporto metodologico 2027 sulle tecnologie di rimozione dell’anidride carbonica, cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio.

A margine dell’evento, rappresentanti internazionali di alto livello si sono inoltre riunite presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per discutere il ruolo dell’IPCC e della scienza del clima nell’elaborazione delle politiche, con particolare attenzione alla stima delle quantità di CO₂ da rimuovere dall’atmosfera attraverso diverse tecnologie, gettando le basi e fornendo una piattaforma per il lavoro futuro sulla CDR.


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