Uno studio realizzato dalle organizzazioni Climate Policy Initiative (CPI) e Climate Strategies ha stimato, attraverso oltre 800 interviste ad aziende di produzione, l’impatto che il sistema Europeo di scambio delle quote di emissione (EU-ETS) ha sulle tre fasi del percorso che normalmente guida le imprese nel processo di investimento (catturare l’attenzione degli investitori, offrire trasparenza sui processi decisionali e creare un ambiente favorevole per progetti a bassa intensità di carbonio).
Lo studio rileva che l’impegno del sistema ETS comunitario di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020 rende la politica sul clima rilevante per gli investitori, nonostante questi non considerino l’obiettivo del 2020 sufficiente ad innescare un cambiamento verso tecnologie a bassa intensità di carbonio. Strumenti e obiettivi politici del sistema ETS dovranno essere riallineati, dato che “la traiettoria risultante dall’attuale programma di riduzione “cap” condurrebbe ad una riduzione solo del 51% delle emissioni totali dell’UE entro il 2050, ben al di sotto dell’impegno dell’80-95% formulato da parte dell’UE e degli Stati Membri “.
Lo studio rileva inoltre che le aziende che si aspettano in futuro maggiore rigore e criteri più stringenti per l’assegnazione dei permessi di emissione sono le più propense ad investire nell’innovazione a bassa intensità di carbonio.
Per quanto riguarda il ruolo dei CDM (Clean Development Mechanism), lo studio afferma che la loro disponibilità riduce “le opportunità di investimenti a bassa intensità di carbonio” e conclude suggerendo l’introduzione di meccanismi alternativi di sostegno finanziario per eliminare gradualmente l’uso delle compensazioni (CDM / JI).
Per ridurre l’incertezza del prezzo del carbonio è stata analizzata la possibilità di imporre un prezzo minimo, ma lo studio conclude che è meglio rafforzare gli obiettivi di emissione che imporre un prezzo minimo, se il rigore della EU ETS è percepito insufficiente dai policymaker.
Tuttavia, l’EU ETS è riuscito a contribuire alla sostenibilità finanziaria dei progetti a basso contenuto di carbonio anche se, in media, le aziende intervistate si concentrano maggiormente su altri fattori. Per esempio, richiedono che il tempo di rientro degli investimenti di efficienza energetica non superi i quattro anni, e suggeriscono la necessità di politiche aggiuntive che estendano l’orizzonte temporale dell’investimento.
La sintesi del rapporto può essere scaricata all’indirizzo: http://www.climatepolicyinitiative.org./files/attachments/88.pdf.
Climate Policy News
- Questa notizia è un estratto del Climate Policy News: una rubrica settimanale in lingua inglese, realizzata dal CMCC, che propone le ultime notizie sugli accordi internazionali sui cambiamenti climatici, gli aggiornamenti sul mercato del carbonio e dell’energia e sulle novità tecnologiche nel campo dei cambiamenti climatici. Vai alla pagina web per consultare tutti i numeri da Maggio 2007 .
- Questa settimana: Delayed review of energy-efficiency target; Study evaluates impact of EU ETS on investors; Post-2012 CDM fund by World Bank; The carbon market this week. Scarica la Newsletter del 31 Gennaio – 6 Febbraio 2010 [Pdf 117 Kb]


