Nordhaus è stato tra i primi a dimostrare che le prospettive di crescita possono assumere aspetti molto diversi una volta prese in considerazione le variabili climatiche e ambientali. I temi trattati dal CMCC nell’ambito dell’economia climatica sono i suoi temi: lo sviluppo sostenibile, la dimensione sociale dell’economia ambientale e la crescente necessità di limitare il cambiamento climatico e i suoi impatti. La comunità internazionale perde un pioniere che ha aperto nuove strade e nuovi campi di ricerca.
“Ha aperto la strada a un framework per comprendere come l’economia e il clima del nostro pianeta siano reciprocamente dipendenti”. Con queste parole, la Royal Swedish Academy of Sciences riconosceva a William Nordhaus il ruolo di pioniere in un ambito che si è poi rivelato determinante per lo studio e la comprensione dell’economia e del sistema climatico. Per il CMCC il suo lavoro è stato più di un punto di riferimento, è stato un fondamento su cui sono stati costruiti interi programmi di ricerca.
Nel giugno del 2019, pochi mesi dopo aver ricevuto il Premio Nobel, Nordhaus aprì l’inaugurazione dello European Institute on Economics and the Environment, con una lecture in cui parlò della necessità di una carbon tax progettata per generare beneficio a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro livello di reddito.
La sua presenza a Milano fu molto più che simbolica, perché i temi del nascente istituto del CMCC erano i suoi temi: lo sviluppo sostenibile, la dimensione sociale dell’economia ambientale e il crescente bisogno di limitare i cambiamenti climatici e i loro impatti. Infatti, con la sua ricerca, Nordhaus è stato tra i primi a mostrare che le prospettive di crescita possono apparire assai diverse se si considerano le variabili climatiche e ambientali. Da qui, la sua influenza sulla produzione scientifica del CMCC è determinante: il modello WITCH, menzionato dal comitato del Noble come un esempio significativo di lavoro che si basa sulle sue idee, è descritto da Massimo Tavoni, direttore di EIEE e sviluppatore del modello insieme a Carlo Carraro e Valentina Bosetti, come uno spin-off dei modelli di Nordhaus.
Con la sua scomparsa, la comunità internazionale perde un protagonista che ha saputo aprire strade e ambiti di ricerca innovativi, il cui lavoro è sempre stato apertamente disponibile per essere studiato, analizzato, criticato e usato fornendo al mondo intero, con le parole di Massimo Tavoni “un grande esperimento di trasparenza scientifica ante litteram”.


