I ricercatori del CMCC hanno sviluppato un nuovo sistema di previsione delle mareggiate per la Laguna di Venezia in grado di testare diverse strategie operative delle barriere prima dell’arrivo di una tempesta, aiutando i decisori a ridurre il rischio di alluvioni evitando un approccio “tutto o niente” nella chiusura delle paratoie del MoSE.
La previsione del livello del mare a Venezia è cruciale per proteggere la città, il suo patrimonio culturale e la sua laguna dagli eventi di “acqua alta”, che si prevede diventeranno più frequenti e dannosi a causa dei cambiamenti climatici. Il nuovo studio, pubblicato su Frontiers in Marine Science, presenta un’architettura operativa focalizzata specificamente sugli effetti locali delle barriere mobili del MoSE a breve termine (pochi giorni).
Come spiega il primo autore Marco Boetti: “Il presente lavoro introduce un’architettura di previsione operativa in grado di testare diverse scelte operative per le barriere mobili del MoSE prima che si verifichi un evento; previsioni più accurate possono aiutare non solo a proteggere Venezia dalle tempeste, ma anche a esplorare in anticipo diverse strategie di gestione delle barriere, supportando la gestione del MoSE e fornendo uno strumento di supporto ai decisori”.
Il sistema è progettato per eseguire simulazioni “what‑if” (cosa accadrebbe se) che confrontano diverse strategie operative del MoSE sotto lo stesso evento di mareggiata previsto. Nel caso di studio analizzato, il sistema esamina tre principali configurazioni nella Laguna di Venezia: una configurazione “non regolata”, completamente aperta al mare; una configurazione con tutte le barriere attivate, come nell’evento reale del novembre 2022; e diverse configurazioni di “chiusura parziale”, in cui vengono sollevate solo alcune paratoie.
L’attivazione delle barriere può ridurre i livelli dell’acqua all’interno della laguna fino a circa 1 metro rispetto al caso in cui la laguna resti non protetta, in linea con quanto osservato durante le principali mareggiate. Anche con le barriere solo parzialmente attive, i livelli dell’acqua restano inferiori rispetto al caso completamente aperto e cambia la tempistica della mareggiata: i picchi arrivano più tardi e si attenuano più gradualmente.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro combina una catena di previsioni meteorologiche e oceaniche, dalla scala mediterranea fino alla scala urbana della Laguna di Venezia, consentendo una risoluzione molto elevata lungo confini costieri complessi. Sviluppa inoltre un sistema per rappresentare esplicitamente le barriere del MoSE all’interno del modello lagunare, un’innovazione chiave.
Caso di studio: la mareggiata del novembre 2022
Per testare il sistema, lo studio si concentra su una grande mareggiata che ha colpito Venezia nel novembre 2022, utilizzando come input le previsioni meteorologiche operative e simulando poi i livelli dell’acqua nella laguna sotto diverse strategie delle barriere. I risultati dimostrano che il sistema proposto è in grado di prevedere con accuratezza le mareggiate all’interno della laguna, producendo previsioni dei livelli idrici che riproducono quelli osservati quando le barriere sono completamente attivate.
Oltre a confermare l’affidabilità dell’approccio di modellazione, l’analisi mostra che la protezione non dipende necessariamente da una scelta binaria tra “completamente aperto” e “completamente chiuso”: uno spettro di configurazioni operative può comunque ridurre in modo sostanziale gli impatti delle inondazioni. Questo offre alle autorità locali un modo per valutare i compromessi tra la protezione della città storica, la limitazione dei disagi alla navigazione e agli scambi lagunari, e la gestione dei costi operativi e degli impatti delle chiusure delle barriere.
Guardando al futuro, Boetti sottolinea il valore più ampio dei progressi metodologici per la gestione del rischio costiero: “Uno degli aspetti più gratificanti di questo lavoro è stato sviluppare e applicare nuove tecniche per migliorare la modellazione oceanica. Nel lungo termine, avanzamenti come questo possono rafforzare le previsioni, migliorare i sistemi di allerta precoce e, si spera, supportare processi decisionali più informati”.
Per ulteriori informazioni:
Boetti M, Causio S, Goglio AC, Clementi E, Coppini G e Federico I (2026) Model framework for storm surge forecasting in Venice Lagoon: what-if scenario with movable barriers. Front. Mar. Sci. 13:1771571. doi: 10.3389/fmars.2026.1771571


