L’overshoot ridisegna le strategie climatiche – ma il percorso verso il net-zero resta invariato

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Anche se si verificano temporanei superamenti degli obiettivi di temperatura, le emissioni globali di CO dovranno comunque raggiungere lo zero netto entro la metà del secolo. Una nuova ricerca mostra come l’overshoot influenzi le priorità delle politiche climatiche, la distribuzione dei rischi e le strategie di mitigazione, mantenendo però intatto l’obiettivo centrale dell’Accordo di Parigi.

Il superamento temporaneo degli obiettivi di temperatura globale – in particolare quello di 1,5°C dell’Accordo di Parigi – non è più soltanto un concetto teorico utilizzato nei modelli. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Climate Change e guidata dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), in collaborazione con 14 istituti di ricerca di 10 diversi paesi, ricostruisce come il concetto di overshoot si sia evoluto negli ultimi tre decenni: da strumento utilizzato nei modelli per esplorare obiettivi climatici ambiziosi, a caratteristica strutturale degli scenari climatici. Questo riflette la tensione tra obiettivi di temperatura sempre più ambiziosi e la continua crescita delle emissioni. Quello che era nato come uno strumento di modellizzazione per esplorare possibili obiettivi climatici è diventato oggi un esito quasi inevitabile nei percorsi compatibili con l’Accordo di Parigi.

La ricerca mostra che un overshoot limitato – ad esempio un riscaldamento temporaneo fino a circa 1,8°C – non modifica la tempistica fondamentale per raggiungere lo zero netto globale delle emissioni di CO₂, che resta prevista tra il 2050 e il 2060. “In un mondo caratterizzato da un overshoot limitato, l’obiettivo centrale di una forte decarbonizzazione e delle emissioni nette zero rimane invariato”, afferma Massimo Tavoni del CMCC. “Ciò che cambia con l’overshoot è piuttosto il modo in cui si sviluppa la transizione: come la mettiamo in pratica, come gestiamo i rischi e come garantiamo che le politiche siano eque ed efficaci.”

Sebbene la tempistica per raggiungere le emissioni nette zero rimanga la stessa, l’overshoot modifica il modo in cui gli impatti climatici e gli sforzi di mitigazione si distribuiscono nel tempo. Anche piccoli superamenti degli obiettivi rendono più probabili eventi estremi, con conseguenze sociali ed economiche più rilevanti. Inoltre possono spostare il peso delle azioni di mitigazione tra le generazioni, rischiando di gravare maggiormente sulle società future.

Gli effetti a lungo termine dipendono da quanto persistenti si riveleranno i danni climatici, un ambito in cui permangono ancora grandi incertezze. “Se gli impatti provocano interruzioni durature a livello fisico o sociale, un overshoot temporaneo potrebbe lasciare conseguenze durature anche dopo che le temperature saranno diminuite”, spiega Tavoni. “Se invece i danni saranno più reversibili e le misure di adattamento efficaci, gli impatti nel lungo periodo potrebbero essere più limitati. Comprendere quanto questi effetti siano persistenti è fondamentale per capire come risollevarsi dopo un overshoot.”

L’overshoot aumenta anche la necessità di tecnologie di rimozione dell’anidride carbonica (CDR), poiché la CO₂ in eccesso deve essere rimossa attivamente dall’atmosfera affinché le temperature possano diminuire. Tuttavia lo studio sottolinea che la CDR è necessaria anche negli scenari con overshoot limitato e che la sua scala dipende in ultima analisi più dalle scelte politiche che dall’overshoot in sé. Overshoot più ampi, oltre gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, generano invece profonde incertezze e potrebbero richiedere misure di mitigazione molto estese, la cui fattibilità e implicazioni restano in gran parte sconosciute.

Lo studio evidenzia l’importanza di approcci interdisciplinari che combinino scienza del clima, sistemi ecologici, processi socio-economici e analisi dell’incertezza. Integrando queste dimensioni, i modelli futuri potranno orientare meglio le strategie climatiche in un mondo in cui un overshoot temporaneo appare ormai inevitabile.

“L’overshoot non è più soltanto uno scenario astratto”, aggiunge Tavoni. “È una realtà con cui scienziati e decisori politici devono confrontarsi con attenzione. Affrontarlo in modo efficace richiede l’integrazione delle dimensioni fisiche, ecologiche e socio-economiche, e una valutazione accurata delle incertezze negli scenari futuri. Nonostante ciò, possiamo ancora rimanere sulla traiettoria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.”

 

Maggiori informazioni:

Tavoni, M., Bauer, N., Drouet, L., S. Fujimori, S. Paltsev, A. Pirani, K. Riahi, J. Rogelj, R. Schaeffer, D. van Vuuren, M. Weitzel & E. Kriegler ‘Implications of overshoot for climate mitigation strategies’. Nat. Clim. Chang. (2026). https://doi.org/10.1038/s41558-026-02563-7

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