Scienza, politica e il futuro con l’AI: si apre a Lecce il CMCC Simposio sulle rivoluzioni scientifiche
Una democrazia che rinuncia alla scienza è più fragile e la conoscenza scientifica è uno dei fondamenti dell’Unione Europa. Con questo messaggio si è aperto oggi l’evento L’Accelerazione delle Rivoluzioni Scientifiche, organizzato dal CMCC, sulle evoluzioni della ricerca di fronte alle sfide scientifiche e sociali. Costa Kadis, Commissario europeo per la pesca e il mare ha sottolineato: “La politica ha bisogno della scienza perché una politica credibile in termini di protezione ambientale e sostenibilità dipende da conoscenze affidabili e accessibili ”.
Le nuove tecnologie stanno progredendo a un ritmo senza precedenti e questioni come il ruolo attuale e futuro dell’intelligenza artificiale nelle nostre società stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. Questo porta a una domanda: in che modo le nuove tecnologie e i cambiamenti di paradigma che esse generano influenzeranno il processo scientifico e la scienza del clima?
Le risposte del Commissario europeo all’oceano e la pesca Costas Kadis, del presidente del CMCC Antonio Navarra, dell’assessora alle politiche per il mare e le coste della Regione Puglia Marina Leuzzi e della sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone hanno aperto il Simposio “The Acceleration of the Scientific Revolutions. The case of climate sciences”, che si è aperto oggi a Lecce dove il CMCC ha radunato alcune delle più importanti personalità internazionali dal mondo della scienza, delle politiche e delle imprese.
“Il modo in cui creiamo e applichiamo la conoscenza scientifica sta cambiando radicalmente, e in nessun campo questo cambiamento è più evidente e necessario che nella scienza del clima”, ha dichiarato il Commissario UE per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis mentre si univa a Navarra nell’aprire i lavori a Lecce. “Il lavoro del CMCC negli ultimi due decenni è stato influente e importante, colmando costantemente il divario tra ricerca e politica e aiutandoci a comprendere e gestire sistemi ambientali complessi.”
Ciò che è chiaro è che il progresso scientifico non segue più un percorso evolutivo costante, ma si sviluppa per balzi improvvisi, resi possibili da nuovi modi di elaborare, analizzare e sfruttare enormi quantità di dati.
Questa rapida trasformazione tecnologica rappresenta una rottura con il passato. La grande diffusione dell’IA e del ML nella pratica scientifica – e nella società più in generale – ha fatto sì che i ricercatori debbano adattarsi, ripensando metodologie, assunti epistemologici e culture istituzionali.
La questione di come la scienza del clima affronterà queste rivoluzioni tecnologiche è al centro dei lavori del Simposio, che riunisce scienziati, responsabili politici ed esperti internazionali in un forum di alto livello dove riflettere su come la scienza stia rispondendo a questo momento di rottura, esaminando al contempo le implicazioni per la governance, le politiche e la società.
“La scienza ha svolto anche un ruolo meno visibile. In una società democratica il potere è bilanciato da altri poteri, e una democrazia che rinuncia a questo punto di riferimento diventa più fragile”, afferma Navarra. “L’Europa non è stata costruita solo su trattati, mercati e valute; è stata costruita anche sulla scienza, che è stata una delle lingue comuni dell’Unione europea. L’Europa può e deve essere il luogo in cui la libertà scientifica è garantita. Ma è una libertà che porta con sé la responsabilità di fornire informazioni oneste, tempestive e affidabili.”
Tre requisiti che costituiscono la spina dorsale nel fornire informazioni accurate ai responsabili delle decisioni. “Per rendere le nostre politiche più proattive in termini di protezione e sostenibilità, abbiamo bisogno di dati e conoscenze sull’osservazione degli oceani migliori e più numerosi. Una politica oceanica credibile dipende da conoscenze affidabili e accessibili”, continua Kadis.
Una visione condivisa anche da Marina Leuzzi, assessora all’urbanistica, alla casa, alle politiche per il mare e la costa della Regione Puglia: “La sfida per la politica e le amministrazioni è abbracciare la complessità delle trasformazioni globali dovute al cambiamento climatico, che non è più un’emergenza ma una realtà. La ricerca e la scienza sono il fil rouge e il linguaggio comune dell’Europa, oltre che dell’azione necessaria che può aiutare le comunità ad adattarsi e a costruire sistemi integrati per affrontare queste sfide.”
“Per una città come Lecce il cambiamento climatico non è un concetto astratto ma una realtà che ci chiama a ripensare il nostro rapporto con il mare e l’ambiente, e la pianificazione della resilienza deve diventare parte dei nostri piani di adattamento climatico”, fa eco Adriana Poli Bortone, Sindaca di Lecce

