Gli incendi boschivi stanno diventando un fenomeno sempre più frequente, ma le loro emissioni di gas serra sono ancora difficili da misurare con precisione. Un nuovo studio guidato dal CMCC presenta FIRE‑TRACE, un framework basato su dati satellitari che consente di stimare tali impatti su scala nazionale, regionale e persino comunale, migliorando il modo in cui i Paesi monitorano e rendicontano le emissioni degli incendi boschivi e contribuendo a colmare un importante vuoto nell’azione climatica globale.
Ogni anno, milioni di ettari di foreste bruciano in tutto il mondo, rilasciando grandi quantità di gas serra nell’atmosfera e contribuendo ai cambiamenti climatici. Questi incendi minacciano la salute delle persone, danneggiano abitazioni e infrastrutture e alterano il ciclo globale del carbonio.
Sebbene i Paesi siano tenuti a riportare le proprie emissioni di gas serra, incluse quelle dovute agli incendi, spesso utilizzano metodi diversi, rendendo complicato confrontare i risultati. L’IPCC offre linee guida che spaziano dal Tier 1, il metodo più semplice basato su medie globali o regionali, al Tier 3, che si fonda su dati specifici di ciascun Paese e modelli più sofisticati. Molti Paesi soggetti a frequenti incendi, inclusi quelli dell’Europa meridionale, dipendono ancora da approcci di livello inferiore perché i dati dettagliati necessari per il Tier 3 non sono sempre disponibili o di facile utilizzo.
Gli incendi nelle foreste rappresentano solo una piccola parte della superficie globale bruciata – circa il 5% – ma sono responsabili di circa il 18% delle emissioni globali di anidride carbonica da incendi e di circa il 20% di quelle di monossido di carbonio, a testimonianza del loro impatto sproporzionato sul sistema climatico. Queste emissioni sono particolarmente importanti per monitorare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), che richiedono misurazioni e monitoraggi accurati per informare strategie di mitigazione tempestive.
Cos’è FIRE‑TRACE
Nello studio An Earth Observation‑based Tier 3 framework for monitoring greenhouse gas emissions from forest fires in Italy, pubblicato su Scientific Reports, i ricercatori del CMCC presentano FIRE‑TRACE: il Forest fIRe framEwork for Tier 3 Reporting and Accounting of Country‑level Emissions. Guidato dalla ricercatrice CMCC Chiara Aquino, il lavoro integra osservazioni satellitari con misurazioni di biomassa effettuate sul campo per migliorare le stime di superficie bruciata, carico di combustibile ed emissioni da incendi, facendo avanzare la rendicontazione nazionale dal Tier 1 o 2 verso il Tier 3.
FIRE‑TRACE integra direttamente i dati satellitari nella metodologia IPCC, rendendo possibile stimare in modo coerente le emissioni da incendi forestali tra Paesi e regioni. “Usiamo l’Italia come esempio, ma la metodologia è modulare e può essere applicata a qualsiasi Paese,” spiega Aquino. “Poiché i dati satellitari sono raccolti con gli stessi metodi in tutto il mondo, forniscono risultati più coerenti e confrontabili rispetto a quelli basati solo sugli inventari nazionali.”
A differenza di molti inventari nazionali esistenti e dei prodotti satellitari globali, che riportano le emissioni su scale più ampie o solo come totali nazionali, FIRE‑TRACE risolve la superficie bruciata e la severità dell’incendio alla scala dei singoli eventi.
“Questo rende possibile identificare dove avvengono gli incendi, fornendo informazioni utili per la gestione forestale e la mitigazione dei cambiamenti climatici,” afferma la ricercatrice CMCC e co‑autrice dello studio Manuela Balzarolo. “FIRETRACE è un ottimo esempio di come rendere le informazioni provenienti dalle osservazioni terrestri più accessibili e utilizzabili in tempo quasi reale da parte delle agenzie responsabili di politiche e rendicontazione. È anche un buon esempio di co-progettazione con gli utenti – tra cui autorità pubbliche, ricercatori e agenzie ambientali – per garantire usabilità e rilevanza nei contesti decisionali.”
Dai totali nazionali a mappe e indicatori
Uno dei principali punti di forza di FIRE‑TRACE è che non si limita a stimare quante emissioni di gas serra vengono rilasciate dagli incendi forestali, ma anche dove tali emissioni si verificano. Il framework collega la superficie bruciata e la severità dell’incendio derivate da satellite con dati specifici del Paese tratti dall’Inventario forestale nazionale. Questo rende possibile calcolare quanta biomassa viene effettivamente consumata in diversi tipi di foreste e località, invece di assumere un unico fattore medio di combustione per grandi aree.
Tra il 2018 e il 2023, lo studio evidenzia che in Italia ogni anno è bruciata in media una superficie di 109 chilometri quadrati di foreste – un’area equivalente a circa 15.000 campi da calcio. I gas serra rilasciati da questi incendi sono paragonabili alle emissioni annue di circa 730.000 autovetture, a dimostrazione della scala del problema.
FIRE‑TRACE mostra inoltre come le emissioni da incendi boschivi variano nel Paese e come cambiano nel tempo: nel periodo analizzato, le emissioni più elevate provengono da Calabria e Sicilia, dove grandi incendi si verificano di frequente, mentre la Toscana si colloca al terzo posto, principalmente a causa dell’eccezionale stagione di incendi del 2022.

Mappe dettagliate permettono agli utenti di esaminare come le emissioni differiscono tra le foreste mediterranee sempreverdi e altre categorie forestali, oppure di confrontare le tendenze tra regioni con regimi di incendio diversi. Questa visione più ricca di dove e come si generano le emissioni sostiene strategie più mirate di prevenzione, adattamento e mitigazione. Fonte: Aquino et al., 2026.
“Questa ricerca dimostra che è possibile costruire un ponte tra scienza e politica, creando qualcosa di semplice, automatico e utilizzabile nella pratica,” afferma Aquino.
Le emissioni di gas serra dagli incendi boschivi restano una delle maggiori fonti di incertezza nel ciclo globale del carbonio. Sebbene i dati satellitari utilizzati per rilevare le aree bruciate siano diventati sempre più avanzati, i modelli devono ancora essere migliorati. Permangono sfide cruciali nel perfezionare i parametri di combustione attraverso l’uso di dataset più diversificati e nel migliorare le misurazioni della biomassa forestale disponibile, che rimane un parametro soggetto a grandi errori.
Affrontare queste questioni è possibile solo tramite collaborazioni internazionali e multidisciplinari, che includano campagne mirate sul campo e la condivisione di informazioni tra istituzioni, come per esempio le misurazioni di laboratorio dei fattori di emissione. “Questo studio non è un punto di arrivo, ma piuttosto un punto di partenza, ed è proprio questo che lo rende particolarmente stimolante,” conclude Aquino.
Per ulteriori informazioni
Aquino, C., Bacciu, V., Chiriacò, M.V. et al. An Earth Observation-based Tier 3 framework for monitoring greenhouse gas emissions from forest fires in Italy. Sci Rep (2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-55318-x
La piattaforma FIRE‑TRACE è accessibile online qui.


