Una nuova boa oceanografica rafforza il monitoraggio delle acque costiere di Civitavecchia

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Una nuova boa oceanografica multiparametrica è stata installata al largo del porto di Civitavecchia nell’ambito di un progetto che coinvolge il CMCC. La boa consentirà di monitorare costantemente la qualità delle acque costiere in un’area sottoposta a molteplici pressioni di origine antropica e climatica.

La boa rientra nel progetto MARECIV, finanziato dall’Osservatorio Ambientale di Civitavecchia, che coinvolge il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e il Laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina (LOSEM) dell’Università degli Studi della Tuscia. L’iniziativa mira a migliorare la comprensione dei processi costieri che influenzano gli ecosistemi marini e la qualità delle acque, con possibili implicazioni anche per la salute pubblica.

La stazione misurerà in modo continuativo una serie di parametri fisici, chimici e biologici delle acque superficiali, tra cui temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH e clorofilla, oltre alle principali condizioni meteorologiche e marine. I dati contribuiranno inoltre a validare i modelli operativi sviluppati dal CMCC per l’area di studio.

«Questa boa ci consentirà di acquisire dati concontinuità sulla qualità delle acque e sui principali parametri della colonna d’acqua in un’area scelta appositamente perché soggetta a molteplici pressioni antropiche, sia urbane sia industriali, oltre che legate ai cambiamenti climatici», spiega Viviana Piermattei, oceanografa del CMCC, che ha contribuito alle attività di installazione della boa insieme a Daniele Piazzolla.

Le osservazioni continue sono particolarmente preziose nelle aree costiere, dove le stazioni di monitoraggio in grado di fornire dati ad alta frequenza sono ancora limitate, nonostante l’impatto crescente degli eventi estremi e delle attività umane. La nuova boa contribuirà quindi a colmare un’importante lacuna osservativa, fornendo al contempo dati utili a migliorare le prestazioni dei modelli previsionali. «I dati raccolti saranno fondamentali per validare i modelli previsionali e comprendere come questi parametri evolvano nel tempo», aggiunge Piermattei.

Situata in prossimità dell’area interessata dai lavori di ampliamento del porto, la boa costituirà inoltre un punto di osservazione costante per monitorare le condizioni ambientali in un’area sottoposta a significative attività antropiche. «Diventa così un punto di osservazione permanente a disposizione della città, fornendo informazioni preziose per conoscere in modo continuo lo stato di salute del mare», conclude Piermattei.

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