Due giorni, sei sessioni e un filo conduttore: come l’AI sta accelerando le rivoluzioni scientifiche. IL CMCC ha organizzato il primo simposio internazionale sulle sfide scientifiche dell’AI per la ricerca climatica. L’incontro ha riunito ricercatori, decisori pubblici e imprese. Donatella Spano, vicepresidente del CMCC: “L’esito e la qualità degli incontri di questo primo evento ci stimolano a farne un appuntamento stabile di confronto internazionale”.
35 speaker provenienti da 19 diverse istituzioni internazionali, tra enti di ricerca, università, istituzioni europee e nazionali, amministrazioni locali e imprese sono stati I protagonisti del primo Simposio del CMCC dedicato al tema “The Acceleration of Scientific Revolutions. The case of climate sciences”. Aperto con la presenza del commissario europeo Costas Kadis, l’evento si è distinto per la forte interdisciplinarità che è una delle caratteristiche che, sin dalla sua fondazione, fanno del CMCC uno dei centri più avanzati delle scienze climatiche, capace di svolgere un ruolo da protagonista nel panorama globale e nazionale come interfaccia che porta il contributo della scienza a decisori pubblici, privati e comunità.
“Per questa prima edizione ci siamo concentrati sul tema dell’accelerazione delle rivoluzioni scientifiche”, ha dichiarato a margine dell’evento Donatella Spano, vicepresidente del CMCC e coordinatrice del comitato scientifico del Simposio. “Volevamo capire come l’avvento e l’evoluzione dell’AI chiamino la scienza a essere pronta a rapidi salti metodologici, che rispondono ai cambiamenti improvvisi e rapidi che la tecnologia ci pone, con le opportunità e le sfide che ne conseguono. Questo appuntamento è nato per celebrare il ruolo da protagonista che il CMCC ha svolto, negli ultimi vent’anni, alla frontiera delle scienze avanzate.”
Le sei sessioni hanno esplorato il ruolo dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti della ricerca climatica. Esperti e scienziati si sono confrontati su come le proiezioni climatiche e l’economia orientano la finanza, gli investimenti e le decisioni di imprese e governi, con i contributi, tra gli altri, della Commissione europea e della Banca centrale europea. L’intreccio tra crisi climatica e perdita di natura, dagli scenari integrati alla governance, il ruolo dell’AI e come sta ridisegnando la capacità di anticipare eventi estremi, la capacità di costruire gemelli digitali delle situazioni reali e fornire simulazioni ad altissima risoluzione, per finire con I percorsi, I metodi e le tecnologie per costruire una società a zero emissioni nette di CO₂.
A questi cinque temi si è aggiunta una sessione dal valore speciale, “Climate Science for a Changing World”, in cui è stato reso omaggio ad Antonio Navarra: fisico formatosi a Bologna e al Geophysical Fluid Dynamics Laboratory di Princeton, ha fondato il CMCC e lo guida da oltre vent’anni, costruendo un’istituzione in cui fisica del clima, economia e resilienza si incontrano.
Il simposio ha posto l’attenzione su una sfida che riguarda la scienza e la società. Una sfida che il CMCC, sottolinea Spano, ha cominciato a raccogliere in anticipo: “Siamo tra i primi ad analizzare e approfondire questi temi. Vogliamo che questo appuntamento non resti un momento celebrativo isolato, ma diventi un appuntamento stabile di confronto internazionale della comunità scientifica, con il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo delle imprese e della società civile”.


