“Un centro di eccellenza che riesce a fornire informazioni in grado di orientare le azioni e i comportamenti”. Il ruolo strategico della scienza climatica per supportare le politiche pubbliche, la resilienza dei territori e la capacità del Paese di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sono stati al centro della visita del Ministro Pichetto Fratin al CMCC di Lecce. Gli esperti del Centro hanno illustrato l’importanza dello sviluppo di scenari climatici, dell’analisi dei rischi e degli impatti, e delle previsioni oceanografiche e del Mediterraneo, per un Paese e una società più resilienti.
Lecce, 28 maggio 2026 – In un contesto globale segnato dall’aumento delle temperature, dall’intensificarsi delle ondate di calore, dalla crescente frequenza degli eventi climatici estremi e dalle sfide legate alla sicurezza energetica, la ricerca scientifica sul clima rappresenta un elemento strategico per costruire un sistema nazionale più resiliente, capace di anticipare i rischi e supportare decisioni fondate su dati e conoscenza scientifica.
È in questo quadro che si inserisce la visita del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, presso la sede di Lecce della Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, in parallelo alla sua partecipazione al Festival dell’Energia in corso in città.
Lecce rappresenta il cuore storico e operativo del CMCC. La Fondazione ha infatti sette uffici distribuite sul territorio nazionale, ma è il capoluogo salentino la sede principale della Fondazione, dove è installato anche il centro di supercalcolo, il più importante in Europa interamente dedicato allo studio del clima, all’analisi dei dati climatici e allo sviluppo di modelli per la simulazione e la previsione dei cambiamenti climatici.
“Ho visitato con grande interesse, prima ancora che con piacere, il CMCC nella sua sede di Lecce”, ha detto il Ministro Gilberto Pichetto Fratin commentando la visita. “Il CMCC, con i suoi 500 ricercatori, rappresenta una realtà all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, in particolare per la capacità di elaborazione dei flussi di dati. È un centro di eccellenza che fornisce all’amministrazione pubblica, al sistema dello Stato e al settore privato informazioni in grado di orientare le azioni e i comportamenti.”
Nel corso dell’incontro, il Presidente del CMCC Antoniou Navarra coadiuvato dalla Direttrice operativa Laura Panzera insieme ad Anna Pirani, Paola Mercogliano e Giovanni Coppini hanno presentato al Ministro alcune delle principali iniziative scientifiche e progettuali sviluppate dal Centro a supporto delle politiche climatiche, dell’adattamento e della resilienza territoriale.
Tra queste, il lavoro sul Digital Twin of the Ocean, il “gemello digitale” dell’oceano, una piattaforma avanzata che integra osservazioni satellitari, modellistica numerica, intelligenza artificiale e capacità di supercalcolo per simulare scenari futuri, supportare la gestione delle aree costiere e migliorare la capacità di previsione e risposta agli impatti climatici. Il CMCC è protagonista a livello europeo nello sviluppo di strumenti di Digital Twin applicati all’oceano e alle coste, fondamentali per affrontare fenomeni come erosione costiera, alluvioni e innalzamento del livello del mare.
È stato inoltre illustrato il ruolo del CMCC nell’ambito di CoastPredict, iniziativa internazionale della Decade of Ocean Science for Sustainable Development delle Nazioni Unite dedicata alla previsione e alla resilienza delle aree costiere. Il CMCC ospita il segretariato dell’iniziativa e coordina attività scientifiche internazionali finalizzate a sviluppare sistemi avanzati di osservazione, previsione e supporto decisionale per le comunità costiere di tutto il mondo.
Durante la visita è stato approfondito anche il contributo della comunità scientifica del CMCC ai negoziati internazionali sul clima e alle attività dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite, di cui il CMCC è Focal Point per l’Italia. Le ricercatrici e i ricercatori del Centro partecipano infatti ai principali negoziati internazionali di valutazione scientifica sul clima, contribuendo alla produzione delle conoscenze che orientano le politiche climatiche globali e i percorsi di mitigazione e adattamento.
Ampio spazio è stato dedicato infine alle attività che il CMCC sviluppa insieme alle amministrazioni pubbliche e ai territori per tradurre la scienza climatica in strumenti concreti di pianificazione e adattamento. Tra queste, la collaborazione con l’Agenzia del Demanio, il supporto scientifico alla Strategia di Adattamento Climatico di Roma Capitale e lo sviluppo della piattaforma Dataclime, infrastruttura digitale che rende disponibili dati climatici, scenari, indicatori e strumenti di analisi per supportare enti pubblici, amministrazioni, imprese e stakeholder nella valutazione dei rischi climatici e nella definizione di strategie di resilienza.


