Il CMCC porta le proprie competenze alla Conferenza delle Parti dell’UNFCCC ad Antalya. Scienziati ed esperti contribuiscono ai tavoli negoziali e alle iniziative del programma della conferenza. Scopri tutti i partecipanti, i temi e gli eventi del CMCC alla COP31 e contattaci per approfondire come la conferenza intende spostare l’attenzione globale dalla definizione di obiettivi climatici ambiziosi alla loro attuazione concreta, ai risultati e alla rendicontazione.
Dalla resilienza costiera alla finanza a favore della natura, dall’intelligenza artificiale all’azione climatica urbana e all’alfabetizzazione climatica: il CMCC porta la scienza del clima direttamente nei negoziati della COP31, con ricercatori che affiancano la delegazione italiana sui temi dell’adattamento, del loss and damage, dell’agricoltura e dell’uso del suolo. Alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in programma ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre 2026, il loro lavoro mette in relazione le evidenze scientifiche con le decisioni internazionali su come ridurre le emissioni, rafforzare la resilienza e rispondere agli impatti climatici.
I ricercatori del CMCC forniscono competenze scientifiche e tecniche alla delegazione italiana nei negoziati dell’UNFCCC, mentre quattro eventi del CMCC fanno parte del programma del Padiglione Italia. All’interno della delegazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Anna Pirani, Caterina Guidi e Marta Ellena contribuiscono con le proprie competenze in scienze del clima e adattamento; Elisa Calliari si occupa di perdite e danni; Maria Vincenza Chiriacò e Matteo Bellotta apportano competenze su agricoltura, foreste e uso del suolo. Questi contributi si inseriscono nell’impegno del CMCC nelle valutazioni scientifiche internazionali sul clima: Pirani e Soheil Shayegh sono stati inoltre nominati autori principali del Settimo Rapporto di Valutazione dell’IPCC.
Accanto ai negoziati, gli esperti del CMCC approfondiscono come finanziare interventi di adattamento con effetti positivi sulla natura, rafforzare la resilienza costiera, affrontare l’impronta energetica dell’intelligenza artificiale e consolidare la fiducia del pubblico nella scienza del clima. Jaroslav Mysiak apporta competenze in materia di rischio climatico e finanza sostenibile; Giovanni Coppini nell’osservazione e nella previsione dell’oceano costiero; Soheil Shayegh in energia, gestione del carbonio e politiche climatiche; Giulia Galluccio nella governance climatica, nella formazione e nel rapporto tra scienza e politiche pubbliche.
Come trasformare i piani di adattamento in interventi finanziati? Che cosa accade quando gli impatti climatici superano la capacità di adattamento? In che modo l’agricoltura e le foreste possono contribuire alla riduzione delle emissioni tutelando al contempo i mezzi di sussistenza? Sono tutte domande che gli esperti del CMCC affrontano attraverso i loro contributi alla COP31.
Il team del CMCC
I ricercatori del CMCC presenti alla COP31 lavorano all’interno della delegazione italiana oppure contribuiscono ai temi dei negoziati attraverso eventi collaterali e altre iniziative. Le loro attività spaziano dalla scienza del clima e dall’adattamento all’uso del suolo e all’agricoltura, dal loss and damage al diritto e alla comunicazione sul clima, fino alla finanza sostenibile, alla resilienza costiera e agli impatti socioeconomici dei cambiamenti climatici.
- Anna Pirani fa parte della delegazione italiana e fornisce supporto scientifico e tecnico sui temi della scienza del clima e dell’adattamento. Climatologa e direttrice al CMCC, si occupa di valutazione del rischio climatico e politiche, affianca il MASE nei negoziati dell’UNFCCC e ricopre il ruolo di alternate focal point per l’Italia per l’IPCC.
- Giovanni Coppini contribuisce alle attività del CMCC sulla resilienza costiera, coordina la ricerca sull’osservazione e sulla previsione dell’oceano costiero e sulle soluzioni basate sulla scienza per l’adattamento delle comunità costiere vulnerabili.
- Jaroslav Mysiak contribuisce al side event ufficiale sulla finanza basata sui valori per un adattamento guidato dalle comunità locali e con effetti positivi sulla natura. Principal scientist del CMCC, si occupa di valutazione e governance del rischio climatico, adattamento, economia ambientale, finanza sostenibile e servizi climatici. Di recente ha contribuito ai lavori sul quadro europeo integrato per la resilienza climatica e la gestione dei rischi.
- Soheil Shayegh contribuisce all’evento del Padiglione Italia sull’intelligenza artificiale e sugli impatti climatici dei centri dati. Al CMCC si occupa dell’integrazione del ciclo biogeochimico planetario e del ciclo industriale del carbonio e sviluppa modelli delle interazioni tra sistemi umani e naturali per supportare le politiche climatiche in condizioni di incertezza.
- Giulia Galluccio partecipa agli eventi del CMCC e del Padiglione Italia su comunicazione del clima, finanza urbana e patrimonio culturale. Direttrice dell’Advanced Training and Education Center del CMCC, lavora sull’intersezione tra scienza e politiche pubbliche attraverso attività di formazione, condivisione delle conoscenze e ricerca su governance climatica, diritto del clima, patrimonio culturale, innalzamento del livello del mare e resilienza costiera.
- Caterina Guidi affianca la delegazione italiana sui temi dell’adattamento. Ricercatrice della divisione del CMCC dedicata alla valutazione del rischio e alle strategie di adattamento, si occupa delle interconnessioni tra cambiamenti climatici, tutela della biodiversità e quadri giuridici e politici che regolano la gestione delle foreste e delle risorse naturali.
- Maria Vincenza Chiriacò contribuisce con le proprie competenze su agricoltura, foreste e altri usi del suolo. La sua ricerca si concentra sulla gestione sostenibile dei sistemi agroforestali per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, sulle politiche per un uso sostenibile del suolo e sulla contabilizzazione del carbonio.
- Matteo Bellotta contribuisce ai lavori su agricoltura e uso del suolo. Ricercatore della divisione del CMCC dedicata agli impatti su agricoltura, foreste e servizi ecosistemici, è specializzato in agricoltura, foreste e cambiamenti climatici, con particolare attenzione alll’uso del suolo, alla silvicoltura e ai metodi di quantificazione delle emissioni di gas serra.
- Elisa Calliari contribuisce ai negoziati su loss and damage. Ricercatrice del CMCC, studia la governance e le politiche dell’adattamento e delle perdite e dei danni, dalla definizione delle politiche nazionali ai negoziati internazionali sul clima.
- Marta Ellena contribuisce ai negoziati sui temi della scienza del clima e dell’adattamento. La sua ricerca si concentra sull’adattamento urbano e sui processi partecipativi, comprese le relazioni tra ondate di calore, disuguaglianze sociali e rischio climatico. Dal 2019 affianca il MASE nei processi dell’UNFCCC.
Gli eventi del CMCC alla COP31:
14 novembre, 11:30–13:00 TRT (09:30–11:00 CET) | Sala eventi collaterali 1 – GORDIYON
Riunendo oceanografi, comunità costiere e giovani, attori del settore energetico e governi, il dibattito si concentrerà su come tradurre i rischi climatici costieri in interventi di adattamento coordinati e pronti ad accedere ai finanziamenti. Si esaminerà inoltre come la cooperazione internazionale e le soluzioni basate sulla scienza possano sostenere comunità resilienti e una transizione energetica giusta nel Sud globale.
Alimentare l’IA, proteggere il clima: centri dati, soluzioni integrate e benefici verificati
10 novembre, 17:30–19:00 TRT (15:30–17:00 CET) | Padiglione Italia
Con la diffusione dell’intelligenza artificiale, la crescente domanda di servizi dei centri dati solleva interrogativi sui consumi energetici, sulle emissioni e sulla pressione esercitata sulle infrastrutture e sulle risorse locali. La sessione esaminerà le proiezioni della domanda e delle emissioni, le soluzioni integrate — tra cui energia pulita, approcci basati sulla natura, recupero del calore e simbiosi industriale — e il ruolo del monitoraggio, della rendicontazione e della verifica nella valutazione dei benefici climatici.
11 novembre, 15:30–17:00 TRT (13:30–15:00 CET) | Padiglione Italia
Le città sono centrali nell’azione per il clima, ma per trasformarsi in investimenti di lungo periodo i progetti pilota hanno bisogno di una governance e di finanziamenti stabili. Il dibattito prenderà in esame i Contratti climatici delle città (Climate City Contracts), i fondi rotativi per il clima, la cooperazione pubblico-privato e gli strumenti di finanza sostenibile in grado di mobilitare capitali ed estendere la portata degli interventi locali di mitigazione e adattamento.
18 novembre, 16:45–18:15 TRT (14:45–16:15 CET) | Sala eventi collaterali 9 – SAFRANBOLU
La finanza basata sui valori (value-based finance) può aiutare le iniziative di adattamento guidate dalle comunità locali a passare dalle idee a investimenti finanziabili e replicabili su scala più ampia. L’evento riunirà esperienze provenienti dal mondo della finanza, dei diritti umani, della conservazione della natura e delle organizzazioni comunitarie, per discutere come i progetti con effetti positivi sulla natura possano rafforzare la resilienza e generare benefici duraturi per le persone e gli ecosistemi.
10 novembre, 09:30–11:00 TRT (07:30–09:00 CET) | Padiglione Italia
Il modo in cui si comunicano i cambiamenti climatici può influenzare la fiducia del pubblico, la partecipazione e l’azione. Attraverso sessioni dedicate ai giovani e alle narrazioni digitali, alla disinformazione climatica, alla comunicazione per un pubblico non specialista, all’alfabetizzazione scientifica e giuridica, alla formazione e all’etica climatica, l’evento esplorerà come passare dalla consapevolezza alla partecipazione informata.
Cambiamenti climatici e cultura: due prospettive su una sfida globale
12 novembre, 13:30–15:00 TRT (11:30–13:00 CET) | Padiglione Italia
L’evento affronterà i cambiamenti climatici attraverso due prospettive culturali. La prima esaminerà come il patrimonio costruito possa contribuire sia all’adattamento sia alla riduzione delle emissioni; la seconda esplorerà come la ricerca artistica e architettonica possa mettere in luce i legami tra degrado ecologico, agricoltura industriale, perdita di biodiversità, rischio pandemico e salute planetaria.



